giovedì 28 gennaio 2016

TORTA O CROSTATA DI MELE



La mela, forse il frutto più affascinante ed antico del mondo, pensando ad Adamo ed Eva, risulta anche uno dei più virtuosi che offre la natura.
Infatti è una fonte naturale di vitamina C, potassio e fibre, ricca di antiossidanti e capace di ridurre il colesterolo cosiddetto cattivo, grazie alla pectina presente nella buccia.
Dunque una vera panacea adatta ad ogni età.
In Italia le mele si coltivano maggiormente in Valle d'Aosta, Piemonte, Veneto e Trentino Alto Adige, ma su tutto il territorio italiano si trovano coltivazioni di questi frutti, molte delle quali insignite del riconoscimento IGP, come ad esempio la mela di Valtellina e la mela Annurca campana.
E' possibile acquistarle tutto l'anno , anche se la naturale maturazione avviene da agosto ad ottobre, per cui sino a gennaio si trovano fresche, successivamente entrano sul mercato le mele fatte maturare in atmosfera controllata, qualitativamente sempre eccellenti.
La mela è un frutto molto versatile che oltre ad essere consumata in purezza, preferibilmente con la buccia, si presta a tante preparazioni crude e cotte, dolci e salate.
Un classico tra i classici è la torta di mele, un dolce che da sempre evoca il tepore familiare.
Esistono tante ricette a riguardo, la crostata, la Tarte Tatin, l'Apple Pie, per citare le più note, ma nel corso degli anni ne sono state elaborate tante versioni, per cui ognuno possiede la propria ricetta.

La mia che propongo è naturalmente la torta che preparava mia nonna, molto somigliante ad un'apple pie, anche se dubito che la nonna volesse ispirarsi ad essa.
Per questa preparazione, la ricetta originale prevede la mela annurca, ma altri tipi possono andar bene, io talvolta ho usato le golden.
Per una torta dal diametro di 24 cm. occorrono:

pasta frolla
300 gr. di farina,
150 gr. zucchero,
150 gr. di burro (strutto nella versione originale),
3 tuorli,
la scorza grattugiata di un limone biologico.
zucchero al velo per la guarnizione.
Ripieno
600/700 gr di mele annurche o melinda secondo i propri gusti
una noce di burro,
due cucchiai di zucchero di canna,
due cucchiai di confettura di albicocche o pesche,
una manciata di uvetta ammollata in acqua calda,
il succo di mezzo limone,
mezza tazzina d'acqua calda.

Preparare la pasta frolla, mettere la farina sul tavolo fare un foro al centro unire tutti gli ingredienti ed amalgamarli velocemente, la pasta frolla non richiede lunghe manipolazioni, Metterla a riposare in frigo.
Intanto lavare le mele, sbucciarle e tagliarle a dadini, metterle in una padella antiaderente, unire il burro, il succo di limone, lo zucchero di canna e lasciare cuocere qualche minuto, aggiungere poi l'acqua, l'uvetta strizzata e fare asciugare. A questo punto prendere i 3/4 della pasta e foderare una teglia da 24 cm. distribuire sul fondo la confettura, versare le mele e distribuirle uniformemente, stendere la restante pasta in un disco che farà da coperchio alla torta, sigillare con una forchetta il bordo e mettere in forno caldo a 180° per circa 20/25 minuti. Dopo sfornare, lasciare intiepidire, sformarla adagiarla su un vassoio e cospargerla di zucchero al velo.
Quando non va consumata dai bambini si può profumare con rum e cannella, unendoli alle mele in padella.
   

mercoledì 27 gennaio 2016

TRECCIA ALLA CREMA DI FUNGHI TONNO E CACIOTTA PALERMITANA



250 gr farina,
125 gr di latte scremato,
40 gr di olio evo,
sale,
1/2 lievito di birra.
FARCIA
180 gr di crema di funghi per bruschette,
2 panetti di formaggio tipo philadelphia,
1 confezione di tonno piccola,
caciotta dolce.
In una terrina mescolare i funghi con la philadelphia ed il tonno e formare una crema morbida.

Mettere la farina a fontana sulla spianatoia, porre al centro il lievito sbriciolato, l'olio e il sale e versare il latte poco per volta, lavorare fino ad esaurire tutto il latte ed ottenere un impasto molto morbido.
VERSIONE BIMBY
introdurre nel cestello il latte, il lievito, l'olio, la farina e per ultimo il sale.
Lavorare 2 minuti a velocità spiga, togliere l'impasto dal boccale e lavorarlo sulla spianatoia.
Dividere la pasta in tre parti uguali, stendere ogni parte in una sfoglia rettangolare di 8 cm circa per 25 cm circa, farcire ogni striscia con la crema di funghi e qualche pezzetto di caciotta, chiudere la sfoglia a cilindro ed intrecciare i cilindri tra loro.
Adagiare la treccia in una teglia da plum cake foderata con carta forno e lasciare lievitare fino al raddoppio.
Cuocere in forno caldo a 200° per circa 30/35 minuti.

CORNETTONE SALSICCIA E FRIARIELLI

500 gr di friarielli al netto degli scarti,
3 salsicce napoletane,
aglio,
olio evo,
sale,
parmigiano.
PASTA
250 gr farina,
125 gr di latte scremato,
40 gr di olio evo,
sale,
1/2 lievito di birra.

Lavare i friarielli e stufarli in padella con uno spicchio d'aglio e olio, salarli ed unirvi le salsicce tagliate a rondelle, lasciarle insaporire con i friarielli, a cottura ultimata laciarli intiepidire.

Mettere la farina a fontana sulla spianatoia, porre al centro il lievito sbriciolato, l'olio e il sale e versare il latte poco per volta, lavorare fino ad esaurire tutto il latte ed ottenere un impasto molto morbido.

Dopo stenderlo in un grosso triangolo, distribuirvi sopra i friarielli e una spolverata di parmigiano, arrotolare il triangolo partendo dalla base e formare un cornettone, adagiarlo su una teglia foderata con carta forno e lasciare lievitare fino al raddoppio.
Cuocere a 200° per 30/35 minuti circa.

martedì 26 gennaio 2016

CASSATA AL FORNO



La cassata al forno che vi descrivo risale al periodo della dominazione saracena (831 – 1072), quando si diffondeva in Sicilia anche l’uso della canna da zucchero, e pertanto molto tempo prima della più nota cassata siciliana nata nel diciannovesimo secolo.

INGREDIENTI PER LA PASTA FROLLA

600 grammi di farina
300 grammi di burro
300 grammi di zucchero
6 tuorli
4 cucchiai di marsala
La buccia di un limone grattugiata
Un pizzico di sale.
INGREDIENTI PER LA CREMA DI RICOTTA

800 grammi di ricotta di pecora freschissima
300 grammi di zucchero
150 grammi di cioccolato fondente a gocce
150 grammi di zuccata tagliata a dadini

pan di Spagna per foderare la frolla


PROCEDIMENTO

Preparare la pasta frolla amalgamando bene gli ingredienti, facendo attenzione di non lavorare troppo la pasta per evitare che il burro faccia diventare la pasta troppo morbida. Una volta ottenuto l’impasto formare una palla, avvolgerla in un panno e riporla per qualche ora in frigo. Intanto prepariamo la crema di ricotta amalgamando bene tutti gli ingredienti (aiutatevi con una frusta o una forchetta).
Spianare un disco di pasta frolla dallo spessore di circa ½ centimetro, direttamente su carta da forno e della grandezza della teglia, in modo che possa ricoprire anche i bordi. Sistemare il disco nella teglia e foderate fino ai bordi e ricoprire il tutto con un sottile strato di pan di Spagna. A questo punto versare la crema di ricotta e ricoprirla, prima con un’altro sottile strato di pan di Spagna e poi con un altro disco di pasta frolla che dovrà essere ben saldato ai bordi.
Mettere in forno, preriscaldato a 180°, per circa un’ora. A cottura ultimata, fare raffreddare e spolverare con zucchero a velo.
È un dolce che va mangiato freddo.

ARISTA AL LATTE

1 kg di arista di maiale 
1 litro di latte 
olio extravergine d’oliva, 
1 gambo di sedano,
1 scalogno,
1 carota,
mezzo bicchiere di vino bianco secco,
sale e pepe.

Ponete in un tegame dai bordi alti l’olio e le verdure tagliate grossolanamente e lasciatele ammorbidire, 
poi unite l'arista e rosolatela bene da tutti i lati. 
Quando sarà ben dorata, unite il vino e fate evaporare, dopo versate tutto il latte,il sale e il pepe e lasciate cuocere per circa 1 ora avendo cura di voltare la carne ogni tanto.
Per verificare la cottura della carne, inserite uno spiedino di metallo o di legno all’interno dell’arista. Se quando lo tirate fuori non esce del liquido, allora  è cotta. 
Estraetela dal tegame, ponetela in un piatto a raffreddare.
Intanto frullate le verdure del fondo di cottura, sciogliete in una tazzina d'acqua fredda un cucchiaio di maizena o farina e unite il composto al fondo di cottura e alle verdure frullate e fatelo asciugare qualche minuto sul fuoco.
 A questo punto tagliate la carne a fettine sottili, disponetele in un vassoio e irroratele con il sugo di cottura.

lunedì 25 gennaio 2016

CORNETTI BRIOCHE bimby


Cornetti di Pasta Brioche


Ingredienti (per 10 cornetti)
Per l'Impasto:
500 gr di farina manitoba
180 gr di latte
120 gr di burro
100 gr di zucchero
2 uova
1 presa di sale
25 gr di lievito di birra
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
Per Farcire
nutella o confettura
Per Spennellare:
3-4 cucchiai di latte
1 cucchiaio di zucchero a velo
Per Decorare:
di granella di zucchero
zucchero a velo
Mettete nel boccale del Bimby il latte e il burro tagliato a pezzetti e riscaldate gli ingredienti 5 min. a 37° a vel. 1.
Aggiungete il lievito di birra e mescolate ancora 2 min. a 37° a vel. 1.
Unite le uova e mescolate 1 min. a vel. 4.
Aggiungete lo zucchero semolato, la bustina di vanillina e l'essenza di vaniglia e mescolate gli ingredienti 1 min. a vel. 4.
A questo punto unire la farina manitoba e la presa di sale e lavorare prima 1 min. a vel. 4 o 5 poi 3 min. a vel. Spiga.
Trasferite l'impasto così ottenuto in una ciotola per la lievitazione, per farlo aiutatevi con la spatola, in quanto l'impasto risulta abbastanza appiccicoso.
Coprite la ciotola con la pellicola per alimenti (se fa freddo mettetela nel forno spento con la luce accesa), mettete quindi l'impasto a lievitare al riparo da correnti d'aria per 4-5 ore. Al termine della lievitazione l'impasto dovrà essere raddoppiato di volume.
A questo punto prendete l'impasto lavorarlo velocemente con le mani e suddividerlo in 2-3 panetti. Prendete un panetto alla volta e stendetelo (aiutatevi con un po' di farina, poichè l'impasto è ancora appiccicoso, ma non esagerate per non indurirlo) con il matterello per formare un rettangolo. Dal rettangolo ricavate dei triangoli. Disponete in ogni triangolo un po' di Nutella (o quello che preferite per la farcitura) e arrotolate ogni triangolo su se stesso partendo dal lato più ampio.
Disponete quindi i cornetti così formati in delle teglie rivestite con della carta da forno.
Mettete i cornetti a lievitare nuovamente, disponendo le teglie in forno insieme ad una ciotola contenente dell'acqua (per mantenere il giusto grado di umidità). Questa seconda lievitazione dovrà durare 10-12 ore, per cui conviene lasciarli in forno tutta la notte.
Trascorso il tempo di lievitazione (al mattino seguente) togliete la ciotola d'acqua dal forno, spennellate i cornetti con del latte addolcito con lo zucchero, decorate con della granella di zucchero ed infornate i cornetti in forno preriscaldato a 180°.
Girate le teglie a metà cottura per far cuocere tutti i cornetti in maniera uniforme. Spegnete il forno non appena tutti i cornetti avranno assunto un colore dorato, ci vorranno circa 25-30 minuti (ma molto dipende dal forno). Sfornate i cornetti e lasciateli intiepidire.

La Grande Bellezza nel cibo


Minestrone e senso di colpa
Quest'anno la storia del cinema italiano si è arricchita del prestigioso premio Oscar grazie al film di Paolo Sorrentino "La grande bellezza" e così quasi tutti gli italiani si sono sentiti in "dovere" di guardarlo.

Infatti dopo la proclamazione del premio è stato trasmesso in televisione così che un gran numero di italiani hanno potuto vederlo.

Il film è stato apprezzato ed anche molto criticato, come spesso accade, soprattutto per i suoi contenuti poco fruibili e quindi particolarmente impegnativi.

La narrazione della pellicola mette in luce la dissipazione di vita, l'opulenza di un materialismo dietro al quale si nasconde un' affannosa ricerca della grande bellezza della vita che non sempre si riesce a trovare.

Un invito a ricercare questa "grande bellezza" dentro di noi, nell'intimità dei nostri sentimenti a cui è concesso entrare solo a noi, la difficoltà è trovare la chiave giusta.

Dunque il filo conduttore del film è la ricerca di tale chiave che il regista identifica nelle radici di ogni individuo.

Nella ricerca di questa chiave esistenziale ha molta rilevanza anche il cibo come elemento indispensabile per rappresentare vizi, virtù e sentimenti.

Il primo piatto che si fa notare è il minestrone, consumato dopo i bagordi dei festini notturni, simbolo purificativo di quel senso di colpa di chi possiede tutto e non ha nulla.

Poi i piatti di un catering che fanno da cornice all'atmosfera mondana ma non appagano come la pizza di scarole, ben eseguita dalla governante, secondo la ricetta della mamma del protagonista e qui il regista ha trovato la chiave delle sue radici partenopee.

Poi ci sono le ricette sciorinate dal cardinale, il coniglio alla ligure di cui fa un'accurata descrizione per prepararlo e che simboleggia il senso di vuoto di un prelato che piuttosto che ricercare il senso della vita spirituale, inneggia al vizio della gola.

Ultimo ma carico di significato il piatto che in centoquattro anni di vita consuma ogni giorno Suor Maria, 40 gr di radici, perchè come lei stesa dice"le radici sono importanti".

Dunque un chiaro riferimento all'essenza della vita che vive nelle radici, cosi' come l'essenza della cucina vive nella tradizione.

domenica 24 gennaio 2016

ROTOLO SFOGLIATO CON CREMA DI RICOTTA E CIOCCOLATO BIANCO.

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare,
3 tavolette di cioccolato bianco,
250 GR di ricotta,
100 GR di zucchero al velo.
 Amalgamare la ricotta con lo zucchero,aprire la soglia e sistemarvi al centro le tavolette di cioccolato l'una dietro le altre nel senso della lunghezza (come si fa per lo strudel) lasciare un dito di sfoglia ai due poli.
Distribuire la crema di ricotta sul cioccolato, tagliare a strisce le parti di sfoglia laterali al cioccolato.
A questo punto chiudere i lembi di pasta ai poli sovrapponendoli alla crema e poi alternativamente portare sul ripieno le strisce laterali, una a destra e l'altra a sinistra sovrapponendole.
Spolverizzare la superficie con dello zucchero semolato e cuocere in forno caldo a 200° per circa 20 minuti.
Servire spolverizzare con zucchero al velo.

lunedì 18 gennaio 2016

POLPO AL CARPACCIO

Riporto la ricetta di giallo zafferano perchè è la ricetta che eseguo, la foto qui è il mio carpaccio:


Ingredienti per il polpo 
Carote 1
Cipolle 1
Ginepro 6 bacche
Pepe 4 grani 
Sale q.b.
polpo fresco 1,5 kg
sedano 1 costa
alloro 2 foglie

PER LA CITRONETTE limoni il succo di 1
sale q.b
olio extravergine q.b 
PER CONDIRE
aglio 1 spicchio
prezzemolo q.b.

Preparazione
prendete il polpo  e con un coltello affilato fate un'incisione lungo la sacca
e asportate gli occhi e il rostro (dente); svuotate anche l’interno della sacca e, se avete a che fare con un polpo di dimensioni più grosse, intenerite le carni battendole leggermente con un pestacarne .
Sciacquate molto bene il polpo sotto l’acqua corrente, stando attenti a rimuovere ogni residuo di sabbia o altre impurità dai tentacoli.
Riempite di acqua per ¾ una pentola capiente, aggiungete la carota pelata , la cipolla mondata e tagliata a metà, i gambi di sedano, le foglie di alloro, le bacche di ginepro, i grani di pepe e il sale . Portate ad ebollizione il tutto, poi calate ed estraete per 4-5 volte le punte dei tentacoli del polpo nel liquido bollente, in modo che si arriccino (risulteranno più gradevoli alla vista):
immergete quindi completamente il polpo nel liquido bollente  e lasciatelo cuocere per circa 70 minuti. Il polpo dovrà risultare cotto ma ancora sodo, quindi verificatene la cottura affondando una forchetta nelle carni. Quando il polpo sarà cotto, estraetelo dal liquido di cottura, scolatelo , tagliatelo in 4-5 pezzi

Preparate poi la bottiglia di plastica con la quale darete forma cilindrica alle carni del polpo: tagliate la sommità e inserite all'interno il polpo in modo armonioso , poiché una volta pressati formeranno un disegno sulla fetta che taglierete.
quindi bucherellate il fondo con una forbice appuntita , operazione che servirà per fare fuoriuscire il liquido in eccesso mentre presserete il polpo e introducetelo nella bottiglia che avrete poggiato sopra ad un piatto; aiutandovi con una bottiglia di vetro ben pulita (o qualsiasi altra cosa che vi possa aiutare a spingere tipo un pestello o un batticarne) di dimensioni leggermente più piccole di quella di plastica, pressate le carni del polpo spingendole verso il basso ; come potrete notare, dai buchi presenti sul fondo della bottiglia, fuoriuscirà parecchio liquido di cottura. Con le forbici tagliate le estremità della bottiglia per formare delle linguette che poi richiuderete su se stesse verso il centro della bottiglia poi con la pellicole avvolgete il polpo nella bottiglia  ben stretto e poneteci un altro peso sopra.
Così pressato, ponete il polpo nella parte più fredda del frigorifero per almeno  12 ore, dopodiché, al momento di servirlo, tagliate la bottiglia di plastica , estraete il polpo in un unico blocco cilindrico ed affettatelo finemente con un coltello o, meglio ancora, con una affettatrice , come se fosse un salame.
Quindi preparate la citronette che servirà per insaporire il polpo, emulsionando succo di limone, olio d'oliva e un pizzico di sale . Disponete le fette di polpo su di un piatto da portata, cospargetele con del prezzemolo tritato , l'aglio e condite con la citronette . 
Guarnite il carpaccio di polpo con fette (o spicchi) di limone e ciuffi di prezzemolo.

TASCA DI VITELLO SAPORITA

1 tasca di vitellone di circa 1 kg (tagliata dal macellaio)
1 cotechino
50 g di parmigiano reggiano grattugiato
due fette di pane raffermo
una manciata di uvetta 
1 uovo
due scalogni
uno spicchio d’aglio
una costa di sedano
una carota
1 bicchiere di vino bianco secco
brodo di carne
olio extra vergine di oliva
sale e pepe.
In una terrina unire il pane ammollato, il cotechino (cotto come da indicazione della confezione), l'uovo, il parmigiano  e l'uvetta ammollata in acqua calda.
Mescolare bene e ottenere un impasto morbido, riempire la tasca e cucirne i lembi con ago e filo da cucina.
In una casseruola capiente far scaldare l'olio con il trito di verdure, unire la tasca e farla rosolare da tutti i lati, bagnare con il vino e lasciare sfumare, salare, pepare coprire poi la tasca con sufficiente brodo e lasciare cuocere per circa un'ora con il coperchio e avendo cura di voltarla ogni tanto.
Terminata la cottura lasciarla raffreddare bene e poi affettarla.
Recuperare il fondo di cottura e frullare tutte le verdure, formare la salsa d'accompagnamento.
Per verificare la cottura bucare la carne con uno stecchino, se fuoriesce liquido rosaceo lasciare cuocere ancora.

POLIPETTI AL SUGO



1 KG MOSCARDINI
2 SPICCHI DI AGLIO
4 cucchiai da tavola OLIO EVO
500 GR DI POMODORI PELATI
PREZZEMOLO
SALE
PEPE NERO



Pulite i moscardini, lavateli e metteteli in una pentola di coccio con l'olio, la passata di pomodoro, l'aglio, un pizzico di sale e il pepe.
Coprite bene e fate cuocere a fuoco lento (circa 45/50 minuti) fino a quando i moscardini non siano teneri e il sugo addensato.
Aggiungete il prezzemolo tritato 10 minuti prima del termine della cottura.
Scoprite la pentola raramente e velocemente perché il profumo non si disperda.

lunedì 11 gennaio 2016

LETTERA DI UMBERTO ECO AL NIPOTE


Caro nipotino mio,
non vorrei che questa lettera natalizia suonasse troppo deamicisiana, ed esibisse consigli circa l’amore per i nostri simili, per la patria, per il mondo, e cose del genere. Non vi daresti ascolto e, al momento di metterla in pratica (tu adulto e io trapassato) il sistema di valori sarà così cambiato che probabilmente le mie raccomandazioni risulterebbero datate.

Quindi vorrei soffermarmi su una sola raccomandazione, che sarai in grado di mettere in pratica anche ora, mentre navighi sul tuo iPad, né commetterò l’errore di sconsigliartelo, non tanto perché sembrerei un nonno barbogio ma perché lo faccio anch’io. Al massimo posso raccomandarti, se per caso capiti sulle centinaia di siti porno che mostrano il rapporto tra due esseri umani, o tra un essere umano e un animale, in mille modi, cerca di non credere che il sesso sia quello, tra l’altro abbastanza monotono, perché si tratta di una messa in scena per costringerti a non uscire di casa e guardare le vere ragazze. Parto dal principio che tu sia eterosessuale, altrimenti adatta le mie raccomandazioni al tuo caso: ma guarda le ragazze, a scuola o dove vai a giocare, perché sono meglio quelle vere che quelle televisive e un giorno ti daranno soddisfazioni maggiori di quelle on line. Credi a chi ha più esperienza di te (e se avessi guardato solo il sesso al computer tuo padre non sarebbe mai nato, e tu chissà dove saresti, anzi non saresti per nulla).

Ma non è di questo che volevo parlarti, bensì di una malattia che ha colpito la tua generazione e persino quella dei ragazzi più grandi di te, che magari vanno già all’università: la perdita della memoria.

È vero che se ti viene il desiderio di sapere chi fosse Carlo Magno o dove stia Kuala Lumpur non hai che da premere qualche tasto e Internet te lo dice subito. Fallo quando serve, ma dopo che lo hai fatto cerca di ricordare quanto ti è stato detto per non essere obbligato a cercarlo una seconda volta se per caso te ne venisse il bisogno impellente, magari per una ricerca a scuola. Il rischio è che, siccome pensi che il tuo computer te lo possa dire a ogni istante, tu perda il gusto di mettertelo in testa. Sarebbe un poco come se, avendo imparato che per andare da via Tale a via Talaltra, ci sono l’autobus o il metro che ti permettono di spostarti senza fatica (il che è comodissimo e fallo pure ogni volta che hai fretta) tu pensi che così non hai più bisogno di camminare. Ma se non cammini abbastanza diventi poi “diversamente abile”, come si dice oggi per indicare chi è costretto a muoversi in carrozzella. Va bene, lo so che fai dello sport e quindi sai muovere il tuo corpo, ma torniamo al tuo cervello.

La memoria è un muscolo come quelli delle gambe, se non lo eserciti si avvizzisce e tu diventi (dal punto di vista mentale) diversamente abile e cioè (parliamoci chiaro) un idiota. E inoltre, siccome per tutti c’è il rischio che quando si diventa vecchi ci venga l’Alzheimer, uno dei modi di evitare questo spiacevole incidente è di esercitare sempre la memoria.

Quindi ecco la mia dieta. Ogni mattina impara qualche verso, una breve poesia, o come hanno fatto fare a noi, “La Cavallina Storna” o “Il sabato del villaggio”. E magari fai a gara con gli amici per sapere chi ricorda meglio. Se non piace la poesia fallo con le formazioni dei calciatori, ma attento che non devi solo sapere chi sono i giocatori della Roma di oggi, ma anche quelli di altre squadre, e magari di squadre del passato (figurati che io ricordo la formazione del Torino quando il loro aereo si era schiantato a Superga con tutti i giocatori a bordo: Bacigalupo, Ballarin, Maroso eccetera). Fai gare di memoria, magari sui libri che hai letto (chi era a bordo della Hispaniola alla ricerca dell’isola del tesoro? Lord Trelawney, il capitano Smollet, il dottor Livesey, Long John Silver, Jim…) Vedi se i tuoi amici ricorderanno chi erano i domestici dei tre moschettieri e di D’Artagnan (Grimaud, Bazin, Mousqueton e Planchet)… E se non vorrai leggere “I tre moschettieri” (e non sai che cosa avrai perso) fallo, che so, con una delle storie che hai letto.

Sembra un gioco (ed è un gioco) ma vedrai come la tua testa si popolerà di personaggi, storie, ricordi di ogni tipo. Ti sarai chiesto perché i computer si chiamavano un tempo cervelli elettronici: è perché sono stati concepiti sul modello del tuo (del nostro) cervello, ma il nostro cervello ha più connessioni di un computer, è una specie di computer che ti porti dietro e che cresce e s’irrobustisce con l’esercizio, mentre il computer che hai sul tavolo più lo usi e più perde velocità e dopo qualche anno lo devi cambiare. Invece il tuo cervello può oggi durare sino a novant’anni e a novant’anni (se lo avrai tenuto in esercizio) ricorderà più cose di quelle che ricordi adesso. E gratis.

C’è poi la memoria storica, quella che non riguarda i fatti della tua vita o le cose che hai letto, ma quello che è accaduto prima che tu nascessi.
Oggi se vai al cinema devi entrare a un’ora fissa, quando il film incomincia, e appena incomincia qualcuno ti prende per così dire per mano e ti dice cosa succede. Ai miei tempi si poteva entrare al cinema a ogni momento, voglio dire anche a metà dello spettacolo, si arrivava mentre stavano succedendo alcune cose e si cercava di capire che cosa era accaduto prima (poi, quando il film ricominciava dall’inizio, si vedeva se si era capito tutto bene - a parte il fatto che se il film ci era piaciuto si poteva restare e rivedere anche quello che si era già visto). Ecco, la vita è come un film dei tempi miei. Noi entriamo nella vita quando molte cose sono già successe, da centinaia di migliaia di anni, ed è importante apprendere quello che è accaduto prima che noi nascessimo; serve per capire meglio perché oggi succedono molte cose nuove.

Ora la scuola (oltre alle tue letture personali) dovrebbe insegnarti a memorizzare quello che è accaduto prima della tua nascita, ma si vede che non lo fa bene, perché varie inchieste ci dicono che i ragazzi di oggi, anche quelli grandi che vanno già all’università, se sono nati per caso nel 1990 non sanno (e forse non vogliono sapere) che cosa era accaduto nel 1980 (e non parliamo di quello che è accaduto cinquant’anni fa). Ci dicono le statistiche che se chiedi ad alcuni chi era Aldo Moro rispondono che era il capo delle Brigate Rosse - e invece è stato ucciso dalle Brigate Rosse.
Non parliamo delle Brigate Rosse, rimangono qualcosa di misterioso per molti, eppure erano il presente poco più di trent’anni fa. Io sono nato nel 1932, dieci anni dopo l’ascesa al potere del fascismo ma sapevo persino chi era il primo ministro ai tempi dalla Marcia su Roma (che cos’è?). Forse la scuola fascista me lo aveva insegnato per spiegarmi come era stupido e cattivo quel ministro (“l’imbelle Facta”) che i fascisti avevano sostituito. Va bene, ma almeno lo sapevo. E poi, scuola a parte, un ragazzo d’oggi non sa chi erano le attrici del cinema di venti anni fa mentre io sapevo chi era Francesca Bertini, che recitava nei film muti venti anni prima della mia nascita. Forse perché sfogliavo vecchie riviste ammassate nello sgabuzzino di casa nostra, ma appunto ti invito a sfogliare anche vecchie riviste perché è un modo di imparare che cosa accadeva prima che tu nascessi.

Ma perché è così importante sapere che cosa è accaduto prima? Perché molte volte quello che è accaduto prima ti spiega perché certe cose accadono oggi e in ogni caso, come per le formazioni dei calciatori, è un modo di arricchire la nostra memoria.

Bada bene che questo non lo puoi fare solo su libri e riviste, lo si fa benissimo anche su Internet. Che è da usare non solo per chattare con i tuoi amici ma anche per chattare (per così dire) con la storia del mondo. Chi erano gli ittiti? E i camisardi? E come si chiamavano le tre caravelle di Colombo? Quando sono scomparsi i dinosauri? L’arca di Noè poteva avere un timone? Come si chiamava l’antenato del bue? Esistevano più tigri cent’anni fa di oggi? Cos’era l’impero del Mali? E chi invece parlava dell’Impero del Male? Chi è stato il secondo papa della storia? Quando è apparso Topolino?

Potrei continuare all’infinito, e sarebbero tutte belle avventure di ricerca. E tutto da ricordare. Verrà il giorno in cui sarai anziano e ti sentirai come se avessi vissuto mille vite, perché sarà come se tu fossi stato presente alla battaglia di Waterloo, avessi assistito all’assassinio di Giulio Cesare e fossi a poca distanza dal luogo in cui Bertoldo il Nero, mescolando sostanze in un mortaio per trovare il modo di fabbricare l’oro, ha scoperto per sbaglio la polvere da sparo, ed è saltato in aria (e ben gli stava). Altri tuoi amici, che non avranno coltivato la loro memoria, avranno vissuto invece una sola vita, la loro, che dovrebbe essere stata assai malinconica e povera di grandi emozioni.

Coltiva la memoria, dunque, e da domani impara a memoria “La Vispa Teresa”.

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