giovedì 30 maggio 2013

TRAMEZZINI AL FORNO CON PANE INTEGRALE


18 fette di pane integrale per tramezzini,
prosciutto,
provola,
2 scatolette di tonno,
pomodori,
parmigiano,
olio evo.

Sistemare su una teglia 6 fette di pane, coprire con la provola, poi il pr. cotto, coprire con altre 6 fette e coprire con tonno e pomodori a fette, coprire con altre 6 fette e condire con un filo d'olio e parmigiano.
Mettere in forno 10/15 minuti a 200° e fare colorire.
Servire tagliati a rettangoli.

CROSTATA TIRAMISU'



BASE FROLLA
250 gr farina,
125 gr burro,
125 gr zucchero,
1 uovo e 1 tuorlo,
1/2 cucchiaino di lievito per dolci.

RIPIENO
10/12 savoiardi,
2 cucchiai di nutella,
3 tazze di caffè zuccherato,
150 gr zucchero al velo,
400 gr di formaggio tipo philadelphia (in alternativa 180 gr di mascarpone con 200 ml panna)
cacao in polvere.

Preparare la pasta frolla unendo tutti gli ingredienti velocemente, poi foderare con cartaforno una teglia da crostata, stendere la frolla sulla carta e modellarla seguendo la forma della teglia.
Coprire la superficie della pasta con un foglio di cartaforno e adagiarvi sopra uno strato di fagioli secchi (che servono per non far gonfiare la pasta in cottura).
Mettere in forno a 180° e cuocere per circa 20 minuti, togliere poi i fagioli e la carta dalla superficie e lasciare asciugare ancora dieci minuti.

Intanto mescolare insieme il formaggio con lo zucchero, preparare il caffè e quando tutti gli elementi del dolce sono freddi procedere alla composizione del dolce.
Mettere la frolla su un vassoio, stendere sulla base la nutella, uno strato di crema, i savoiardi passati nel caffè, altra crema di formaggio e uno strato di savoiardi sbriciolati.

In alternativa montare la panna, amalgamare il mascarpone con lo zucchero unirvi poi la panna e mescolare bene.
Procedere allo stesso modo di cui prima e finire con uno strato di cacao amaro.

TORTA CON CILIEGIE VARIEGATA ALLA CREMA.


200 gr farina,
2 uova,
150 gr zucchero,
100 gr di yogurt bianco,
80 ml olio di mais,
mezza bustina di lievito,
vaniglia,
100 gr di ciliegie denocciolate.

CREMA
125 ml latte,
1 tuorlo,
20 gr farina,
40 gr zucchero,
vaniglia.
Mettere a bollire il latte, intanto in una terrina unire insieme uova, zucchero e farina, formare una crema e unirla al latte caldo, portare a bollore e fare addensare.

In una terrina montare bene uova e zucchero, unire poi lo yogurt, l'olio, la vaniglia e per ultimo il lievito setacciato. Unire poi le ciliegie, mescolare bene e riempire una teglia unta, poi versare sul composto  la crema e formare dei giri concentrici, porre in forno a 180° per circa 35 minuti.

lunedì 27 maggio 2013

CORNETTI ANNA MORONI

Impasto
125 g di yogurt bianco intero
125 g di burro fuso freddo
250 g di farina
25 g di zucchero
mezza bustina di lievito
un pizzico di sale
FARCIA
 nutella

PROCEDIMENTO
Impastare tutti gli ingredienti  su una spianatoia fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Stendere l'impasto in una sfoglia spessa 3-4 mm e tagliarla in 8-12 spicchi. Sistemare un cucchiaino abbondante di nutella alla base di ogni spicchio, quindi arrotolare in modo da ottenere i cornetti.
Infornare a 180° per 20 minuti circa, estrarre dal forno, lasciare raffreddare e spolverizzare con lo zucchero a velo.

SCALOPPINE ALLA POLENTA TARAGNA

12 fettine di magatello molto sottili,
olio evo,
1 cucchiaio di soffriitto,
rosmarino,
50 ml vino bianco,
poleta taragna tipo precotta,
sale,
pepe.

Impanare le fettine di carne nella polenta, intanto appassire il soffritto nell'olio, unire la carne, sfumare con il vino, aggiungere il rosmarino, salare e pepare. Fatto.

PALLE DI RISO E CROCCHE'



Per i crocchè vi rimando qui http://pancrostata.blogspot.it/2011/03/il-crocche'.html
PALLE DI RISO....non chiamatele arancini perchè gli arancini sono siciliani e sono tutt'altra cosa.
300 gr di riso per risotti,
900 ml circa di brodo di dado,
2 tuorli,
100 gr di parmigiano,
100 gr circa di provola a dadini,
100 gr circa di pr. cotto a dadini,
sale,
pepe,
pangrattato e albumi per impanare.

Mettere il riso nel brodo e lasciare cuocere, il riso deve risultare asciutto e appiccicoso, a fine cottura unire una noce di burro e mantecare.
Lasciare intiepidire e poi unire le uova, il parmigiano, pepe e sale se necessario.
Formare circa 8 palle ed in mezzo ad ognuna aggiungere un pò di provola e pr. cotto, passare ogni palla prima nell'albume, poi nel pangrattato e friggere in olio caldo.
Servire calde.

POLLO ALLA CACCIATORA CON PISELLI

6 pezzi di pollo tipo anche,
100 gr di verdure per soffritto,
1 confezione di pomodori pelati da 400 gr,
mezzo bicchiere di vino bianco,
1 barattolo di piselli,
olio evo,
sale,
pepe,
basilico fresco.

In una casseruola fare appassire il soffriito nell'olio, unire poi il pollo e fare insaporire, aggiungere il vino e sfumare, versare poi i pomodori, il sale e il pepe e lasciare cuocere 40 minuti circa, a pochi minuti dalla fine della cottura aggiungere i piselli e il basilico, lasciare amalgamare e finire la cottura.

BISCOTTI CIOCCOLATOSI

220 gr farina,
100 gr burro,
100 gr zucchero,
2 tuorli,
1 cucchiaino di lievito,
2 cucchiai di cacao amaro,
nutella per farcire.

Preparare la frolla incorporando gli ingredienti rapidamente, stenderla in una sfoglia spessa 2 mm circa e ricavarne dei dischi interi e lo stesso numero con un foro al centro, sistemarli su una teglia foderata di cartaforno e cuocere 10/15 minuti a 180°, lasciarli intiepidire, farcire i dischi interi con la nutella e coprirli con i dischi forati, spolverizzare con zucchero al velo.

CROSTATA AL CACAO CON GANACHE AL CIOCCOLATO BIANCO


La pasta frolla con cottura in bianco è un tipo di crostata il cui ripieno va aggiunto dopo la cottura, per questo la pasta va cotta con una copertura sulla superficie di cartaforno e fagioli secchi (o anche ceci), il cui scopo è quello di creare un peso che non consente alla pasta di gonfiarsi e quindi di deformarsi.
Pasta frolla al cacao con cottura in bianco:
220 gr farina,
2 tuorli,
100 gr zucchero,
100 gr burro,
1 cucchiaino di lievito,
2 cucchiai di cacao amaro.

Ganache:
200 ml panna tipo hoplà,
200 gr di cioccolato bianco.

In un pentolino fare scaldare la panna e appena accenna al bollore allontanarla dal fuoco e unire il cioccolato a pezzi, mescolare fino a scioglierlo tutto.
Lasciare raffreddare bene in frigo.

Intanto mettere la farina sulla spianatoia, fare la fontana al centro e unire tutti gli ingredienti, mescolare velocemente e lasciare riposare.
Dopo ungere uno stampo da 24 cm e foderarlo con cartaforno (l'unto serve per fare aderire la carta), stendere la pasta e ricoprire la tortiera lasciando il bordo leggermente alto (un dito circa), rifilare il bordo con il coltello per uniformarlo e coprire la superficie con altra cartaforno e dei fagioli che serviranno a non far gonfiare la pasta. (dai ritagli ottenuti ricavatene  dei biscottini per  decorare)
Cuocere la frolla in forno caldo a 180° per circa 20 minuti, poi tirarla fuori, togliere la carta con i fagioli e fare asciugare ancora 10 minuti.
Lasciare intiepidire la frolla e adagiarla su un vassoio, intanto riprendere la ganache dal frigo e montarla con le fruste elettriche, riempire la frolla e decorare con eventuali biscottini ricavati dai ritagli.

domenica 26 maggio 2013

TORTA CON FROSTING AL PHILADELPHIA E FRUTTI DI BOSCO


TORTA
200 gr farina,
150 gr zucchero,
2 uova,
1 yogurt bianco,
70 gr di olio di mais,
aroma vaniglia,
mezza busta di lievito per dolci.

FROSTING
1 confezione di philadelphia yo,
100 gr di zucchero al velo.

qualche cucchiaino di confettura ai frutti di bosco senza zucchero.

In una ciotola montare bene uova e zucchero, aggiungere poi lo yogurt, l'olio e l'aroma, aggiungere poi la farina e per ultimo il lievito setacciato.
Ungere una teglia da 24 cm e versare il composto, cuocere in forno caldo a 180° per circa mezzora.
Sfornare e lasciare intiepidire, intanto mescolare insieme il formaggio con lo zucchero, tagliare la torta in due parti, farcirla con la crema, qualche cucchiaino di confettura e richiuderla, spolverizzare con zucchero al velo.

BISCOTTI ALBICOCCHE E NOCI


300 gr farina,
150 gr burro,
150 gr zucchero,
3 tuorli,
1 pizzico di lievito per dolci,
vanillina,
1 barattolo di confettura di albicocche senza zucchero,
100 gr di gherigli di noci.
1 foglio di cartaforno.

Preparare la pastafrolla impastando velocemente la farina con lo zucchero, i tuorli, il burro, il lievito e la vanillina.
Stendere la pasta in una sfoglia rettangolare, distribuirvi sopra la confettura e le noci e arrotolare su se stesso per formare un rotolo.
Adagiarlo su un foglio di cartaforno e chiuderlo accostando i lati, sigillarlo sulla parte superiore con la spillatrice, appogiarlo su una teglia da forno e cuocere in forno già caldo a 200° per  circa 20minuti.
Lasciarlo raffreddare e affettarlo.
Spolverizzare con zucchero al velo.

CALZONI FRITTI RICOTTA E SALAME......MELANZANE E PROVOLA bimby

330 gr circa d'acqua,
mezzo cubetto di lievito,
20 gr olio evo,
600 gr farina,
10 gr sale.

Versare tutti gli ingredienti nel boccale seguendo l'ordine di descrizione, lasciare impastare 2minuti e 30 a velocità spiga. Poi lasciarlo lievitare all'interno del boccale fino al raddoppio.
Intanto preparare 500 gr circa di ricotta con 200 gr di salame a dadini, un pò di parmigiano, sale e pepe, mescolare fino ad ottenere un composto cremoso.
Per il ripieno con melanzane, tagliare a dadini una melanzana grande, soffriggere uno spicchio d'aglio in un filo d'olio e versare le melanzane, unire qualche pomodorino a pezzi e lasciarle cuocere una mezzora, avendo cura di rigirale spesso, salarle e finire la cottura con un pò di basilico fresco. Quando sono fredde unire un pò di provola a dadini.

Ora prendere l'impasto lievitato e adagiarlo su un piano infarinato, formare tanti dischi di circa 15 cm e farcirli  con i ripieni, infine chiuderli a mezzaluna, sigillarnee il contorno e friggerli in olio caldo.
Io ho messo uno stecchino sui calzoni con le melanzane per distinguerli dagli altri con la ricotta.

RAGU' DI MELANZANE RIPIENE DI FRITTATA


Ricetta tipica del Cilento.

Prendere due melanzane, lavarle, eliminare la parte superiore e tagliarle secondo la larghezza in fette unite ad un lato come un panino. Sistemarle su un ripiano, salarle e lasciarle trasudare una mezzora.
Intanto preparare il ripieno, sbattere due uova con circa 100gr di parmigiano ed ottenere una crema corposa.
Asciugare con carta assorbente le melanzane, riempirle con un pò di crema d'uovo e friggerle in olio caldo.
Successivamente soffriggere in un filo d'olio evo uno spicchio d'aglio, versare due confezioni di pomodori pelati (da 400 gr ciascuna) , salare e lasciare cuocere 15 minuti circa, unire poi le melanzane e fare insaporire il sugo per circa 15/20 minuti, correggere di sale e unire del basilico fresco.
Condire la pasta secondo i propri gusti.

sabato 18 maggio 2013

MUFFIN CON STREUSEL ALLA CANNELLA



320 gr di farina 00
3 cucchiaini di lievito per dolci
150 gr di zucchero
265 ml di yogurt greco o panna
65 ml di olio di semi di girasole
3 uova
100 gr di gocce di cioccolato

Per lo streusel alla cannella:
4 cucchiaini di burro morbido
2 cucchiai di farina 00
4 cucchiaini di zucchero
1/2 cucchiaino di cannella

Mescolate insieme gli ingredienti secchi: la farina setacciata, il lievito e lo zucchero.
In un’altra ciotola miscelate invece gli ingredienti liquidi come le uova, yogurt e l’olio.
Unite quindi i due composti due composti, aggiungete alla fine le gocce e versate il composto nei pirottini.

Per fare lo streusel, una crosticina croccante che renderà ancora più ghiotti i vostri muffin, amaglamate il burro con lo zucchero, la farina e la cannella.
Distribuite un cucchiadio di composto su ogni muffin e infornate per 20 minuti circa a 220° in modalità ventilata

venerdì 17 maggio 2013

SONO CASALINGA E ME NE VANTO

Allora, leggo che la signora Boldrini avrebbe stigmatizzato la professione di casalinga.
Io sono una casalinga.
Atipica, certo, perché  scrivo anche. Non posso  fregiarmi del titolo di giornalista ma, come dire, il mestiere che faccio è questo anche se non riconosciuto.
Ho due lavori e sapete perché?
Perché i mestieri di casa me li faccio da sola. Cucino pure.
Non lo trovo una cosa disdicevole. Faticosa sì, disdicevole non direi proprio.
Sono oltretutto mamma di due figli un cane e una tartaruga e me li curo da sola. Non ho nonne o tate ai miei piedi e nemmeno pet-sitter. La casalinga fa anche questo: si prende cura della prole e gestisce come una segretaria gli impegni della famiglia. Scarrozza pure.
La domanda è: perché dovrebbe essere negativo il modello della casalinga?
Forse la signora Boldrini ha in mente casalinghe nullafacenti.
Ci sono. Le conosco anche io. Ma diciamo che non sono proprio il modello di casalinga per nessuno.
E quand'anche una donna si occupasse esclusivamente del marito e della casa, stile signora Maigret per intenderci, e lo facesse con impegno e passione, sarebbe da ammirare.
Signora Boldrini, lei mi è simpatica, l'ammiro pure come politica, ma la invito a non stigmatizzare il suo popolo, quello delle donne che come tutte le classi umane comprende casalinghe valide e casalinghe zoccole atte a spendere i soldi dei mariti coglioni, donne lavoratrici dedite al lavoro ed alla famiglia con equo impegno e donne lavoratrici dedite solo a se stesse ed al benessere personale che si fanno scudo del lavoro ma non hanno alcuna utilità familiare e sociale, se non quella di spendersi il proprio stipendio in trucchi e parrucchi. Insomma la scelta è ampia e ridurre il ruolo delle donne a due modelli "casalinghe e donne seminude" lo trovo alquanto esemplificativo e anche un pò razzista, soprattutto se ad affermarlo è una donna come lei alla quale a questo punto chiedo, in quale modello si identifica?
Credo che non sappia rispondermi pertanto si occupi di migliorare le sorti del nostro paese e lasci perdere facezie da supermercato.

ASTERIX RAMSAY e OBELIX CANNAVACCIUOLO



Antonino Canavacciulo è forse convincente e ha certamente il fisique du role per entrare nelle cucine disastrate e rimettere in riga ristoratori indolenti e cuochi incapaci, però ci costringe al confronto, obbligato, con il mitico Ramsay.
Il programma, nonostante quanto annunciato, è la copia carbone di quello originale.
Filmato introduttivo, lacrime dei protagonisti, critica del menù troppo ampio, assaggio e conseguente sputacchio (qui c'è un pò di Bastianich che non guasta mai), direttore di sala ex cuoco demotivato, cuoco incapace, conti in profondo rosso, servizio serale fallimentare, ispezione cucina e dispensa con insetti e topo(altrimenti che cucina da incubo sarà mai), riassetto delle competenze, pacca sulla spalla, nuovo menù (col coppapasta di rigore), restyling, riapertura, successo, abbraccio commosso fra i protagonisti, ciao me ne vado, Adios.

Dunque la differenza tra le puntate di Cucine da Incubo e kitchen Nighthmares è data dalla personalità dei protagonisti e la differenza c'è, Ramsay eternamente incazzato, duro-Cannavacciuolo mite mediatore che risolve tutto con un vabbuò, insomma la versione gastronomica di Obelix e Asterix.

giovedì 16 maggio 2013

SCALOPPINE CON MOUSSE DI CAROTE

10 fettine di vitello molto sottili,
2 carote,
sale,
pepe,
farina,
latte scremato,
200 gr di formaggio tipo philadelphia,
menta,
olio,
parmigiano.

Lavare e sbucciare le carote, con una grattugia per verdure sminuzzarle e appassirle in una padella con un filo d'olio, unire un pò di latte per cuocerle del tutto.
In un mixer mettere le carote e il formaggio e creare una crema, salare e pepare.
Intanto infarinare le fettine di carne e cuocerle in una padella con un filo d'olio, sistemarle in una pirofila e coprirle con la mousse di carote, parmigiano e qualche fogliolina di menta.

PACCHERI PISELLI PANCETTA E ZAFFERANO

500 gr di paccheri,
500 gr di piselli in scatola,
150 gr di pancetta a dadini,
olio evo,
1 cipollina,
pepe,
1 bustina di zafferano,
parmigiano.

Predisporre la casseruola per la pasta, intanto in una capiente padella rosolare la cipolla nell'olo evo, aggiungere dopo la pancetta e poi i piselli, lasciare cuocere qualche minuto, poi aggiungere un pò d'acqua di cottura della pasta e lo zafferano, unire la pasta e mantecare.
Servire con parmigiano e pepe.

POLLO ALLE MANDORLE


500  gr di petto di pollo,
150 gr mandorle pelate,
zenzero,
farina,
1 cipolla piccola,
sale,
olio di semi 3 cucchiai circa,
acqua calda,
zenzero,
paprika.
La ricetta originale prevede la salsa di soia, io ho preferito la paprika.

Tagliare a tocchetti il pollo e infarinarlo, intanto in una padella tostare le mandorle con un pò d'olio e tenerle a parte.
In una padella fare appassire la cipolla e lo zenzero nell'olio, aggiungere il pollo e mescolare, unire un pò d'acqua per agevolare la cottura (15 minuti circa), salare, unire la paprika e altra acqua se necessario, a cottura ultimata unire le mandorle, insaporire e servire subito.
Chi volesse unire la salsa di soia, ne basta poco aggiunto a fine cottura.

mercoledì 15 maggio 2013

MUFFIN CON CUORE CREMOSO



170 gr di farina
110 gr burro a temperatura ambiente
210 gr zucchero
2  uova
110 ml latte
un cucchiaio di amaretto di saronno
 vaniglia
1 cucchiaino di lievito
12 stampini monouso per muffin 
CREMA
200 ml latte, 2 tuorli, 20 gr farina, 40 gr zucchero, vanillina.
Scaldate il latte, intanto mescolate gli altri ingredienti fino a renderli cremosi, uniteli al latte caldo e fate addensare.

Accendete il forno a 180° e sistemate gli stampini unti in una teglia.
Setacciate la farina insieme al lievito.
Mescolate latte e amaretto in un bicchiere.
Sbattete il burro nella planetaria, o in una grossa ciotola con l’aiuto di una frusta elettrica, fino a farlo diventare una crema; aggiungete lo zucchero man mano, sempre sbattendo per circa tre minuti.
Aggiungete un uovo alla volta, poi, alternandoli,la farina e il  latte.
Sbattete il giusto: gli ingredienti devono essere ben incorporati e il composto omogeneo ma non montato.
Versate la pastella negli stampini, a ¾ dal bordo, su ognuno posizionate un cucchiaino di crema e infornate per circa 20 minuti.

domenica 12 maggio 2013

TRONCHETTO CON CREMA E COULIS DI FRAGOLE



PAN DI SPAGNA
112 gr di zucchero,
3 uova,
112 gr di farina,
vanillina.

In una terrina montare per circa 20 minuti uova e zucchero, setacciare la farina con la vaniglia e incorporarla un pò per volta al  composto di uova.
Foderare uno stampo rettangolare con cartaforno, distribuirvi sopra il composto e cuocere in forno caldo a 180° per 20 minuti circa.
Sfornare il pan di spagna e adagiarlo su un foglio di carta nuovo, eliminare la carta di cottura e arrotolarlo su se stesso, lasciarlo intiepidire e poi farcirlo.


CREMA
500 ml latte,
4 tuorli,
160 gr zucchero,
80 gr farina,
aroma rum.
Mettere a scaldare il latte, intanto in una terrina mescolare insieme tutti gli ingredienti e appena il latte accenna al bollore versare la crema ottenuta in esso e fare addensare.

10/12 fragole,
zucchero al velo,
limoncello.
Lavare ed asciugare le fragole, tagliarle a spicchi e mescolarle in una terrina con un cucchiaio di zucchero e qualche goccia di limoncello.

FARCITURA
srotolare il pan di spagna, distribuirvi sopra la crema e qualche spicchio di fragola, arrotolarlo di nuovo e adagiarlo su un piatto di portata.
COULIS
Frullare le restanti fragole con altro zucchero se necessario e versare la crema ottenuta sul tronchetto, spolverizzare con zucchero al velo.




PACCHETTINI DI MORTADELLA



Fette di mortadella,
fette di provola secca,
albume,
pangrattato.

Al centro di ogni fetta di mortadella sistemare una fetta di provola, ripegare i quattro lembi laterali e creare un pacchettino, impanare ogni pacchettino nel pangrattato poi nell'albume e nuovamente nel pangrattato, friggerli in olio caldo e servirli caldi.

TAGLIATELLE CON INDIVIA BELGA



250 gr di tagliatelle all'uovo,
2 cespi di indivia belga,
una manciata di uvetta,
un pugno di mandorle tritate finemente,
1 spicchio d'aglio,
olio evo q.b.
parmigiano.

Lavare l'indivia e tagliarla a listarelle, intanto in una capiente padella rosolare l'aglio con un filo d'olio, unire poi l'uvetta e l'indivia, amalgamare e lasciare cuocere 10/15 minuti, aggiungere le mandorle, correggere di sale, unire le tagliatelle lessate al dente e mantecare con il parmigiano.

L'ABBIAMO CAPITO!!!!!!!!!!!



Gli elettrodomestici durano poco? E’ perchè sono progettati per rompersi !!

 
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Uno studio tedesco mette in luce come gli elettrodomestici siano progettati per durare un tempo limitato per costringerci poi a sostituirli..
La capacità di un oggetto di rompersi subito dopo la scadenza della garanzia ha un nome, si chiama ’obsolescenza programmata‘ e serve a produrre e vendere di più, ovviamente a discapito dei consumatori.
Pensate che, sempre secondo lo studio fatto in Germania, si potrebbero risparmiare 101 miliardi di euro se gli elettrodomestici dei tedeschi non si rompessero dopo la data prevista per la scadenza della garanzia, e se non fossero progettati in maniera tale da evitare come la peste le riparazioni, che sono carissime e poco durature.
Poi basti pensare ai nuovi tablet o cellulari come quelli della Apple ma non solo, ormai lo fanno quasi tutti, non hanno una batteria sostituibile, una volta che la batteria smette di ricaricarsi… bisognerà o sostituire l’apparecchio o rivolgersi ai centri specializzati e spendere quasi come un apparecchio nuovo.
Fino agli anni 70 la durata di un elettrodomestico si aggirava sui 20-30 anni, ma oggi la vita media di un oggetto è di 10 volte inferiore.
Infatti come scrivono nella loro ricerca Stefan Schridde e Christian Kreis: «Ci troviamo di fronte alla situazione in cui sempre più prodotti durano sempre menouna vera e propria intenzionalità dei produttori è difficilmente dimostrabile».
Ma il mercato è sempre stato così, se una cosa dura per sempre che senso ha produrne ancora? Per esempio nel 1924 i più grandi produttori di lampadine ridussero la durata di vita delle lampadine da 2.500 a 1.000 ore per riuscire a venderne più del doppio, e ancora, negli anni 40 la DuPont inventò le calze di nylon, una calza troppo robusta che non faceva incrementare le vendite, così la ditta penso di renderle più fragili, assottigliandole e basando la pubblicità su una calza più sexy… peccato durasse meno della metà!
Oggi giorno la durata delle cose è sempre inferiore alle aspettative, gli ingranaggi degli oggetti sono in plastica, non durano più di tre anni, le resistenze sono poco resistenti, le guarnizioni fatte con materiali scarsi, oppure vengono introdotti pezzi che normalmente andrebbero sostituiti in maniera da diventare insostituibili, come le batterie degli spazzolini elettrici per esempio, è impossibile sostituirle, una volta che non si caricano più si butta tutto.
Poi non pensate neppure al “fai da te“, le viti usate per assemblare i vari pezzi sono spesso e volentieri viti speciali e neppure le cassette degli attrezzi più fornite hanno qualcosa che vagamente possa andare bene!
Insomma le cose che abbiamo in casa sono destinate a morire dopo qualche anno, così da creare un mercato più vasto, ma anche una montagna di rifiuti in più.
Ecco cosa ci spiega Stefan Schridde: «L’obiettivo è la massimizzazzione della rendita di capitale visto che aumenta le vendite, la strategia del deterioramento della qualità dei prodotti viene alla fine premiata dall’aumento degli utili».
E così addio ricicloaddio ecosostenibilità. Avete idee? Suggeritele perchè io sono quasi allo scadere della garanzia di lavatrice e aspirapolvere!!
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sabato 11 maggio 2013

1919/2013 IUS SOLI

Piccoli e scuri, puzzano e rubano
«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali».
Fonte: Relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati italiani, ottobre 1919.

mercoledì 8 maggio 2013

TORTA SFOGLIATELLA

L'arte della pasticceria nacque a Napoli nei conventi femminili dove le suore preparavano con competente pazienza le dolci delizie da offrire durante le feste e le ricorrenze liturgiche ai loro superiori ecclesiastici ed ai propri familiari.
Quando  poi con l’avanzare dei tempi moderni, esse si dedicarono ad opere forse più utili alla società, allora le squisite ricette dei loro dolci, alcune tenute per anni gelosamente segrete, furono ereditate da abili artigiani pasticcieri che fino ai nostri giorni continuano, alcuni a livello quasi industriale, a produrre deliziose golosità.
Così la sfogliatella nacque in convento e crebbe a via Toledo, la strada del passeggio borghese nell’800.
Infatti la ricetta di questo dolce creativo viene elaborata in Costiera Amalfitana, nello splendido Convento di Santa Rosa, lungo la strada che da Amalfi si inerpica verso il cielo tra le gole e gli anfratti di Furore.
Un dolce delicato, religioso, non eccessivo in nulla, giocato sulla doppia consistenza della sfoglia e del ripieno sempre in equilibrio fragile fra loro,inizialmente venne commercializzato in zona, almeno sino al 1818.
Successivamente  Pasquale Pintauro, titolare di una osteria a via Toledo, di fronte a Santa Brigida, entrò in possesso della ricetta e fu un' illuminazione commerciale, l’osteria fu immediatamente convertita in pasticceria con una leggera variazione sul tema per vendere più facilmente il dolce adeguandolo ai gusti del tempo.
Così  trasformandola in una conchiglia dallo stile rococò e creando la doppia versione riccia e frolla ci regalò una piccola opera d'arte pasticcera.
Riprodurle in casa è un'impresa alquanto ardua, un pò come la pizza, per questo anche le mani più abili possono solo avvicinarsi ad un vago sentore di sfogliatella, ma chi si contenta gode, chi non si contenta e mangia una sfogliatella calda in una buona pasticceria ha quasi un amplesso.
Beh! se vi accontentate io ho elaborato una ricetta che molto si avvicina alla frolla.

75 gr semolino,
250 ml acqua,
5 gr sale,

CREMA DI RICOTTA
150 gr ricotta,
200 gr zucchero,
2 uova,
25 gr canditi,
un pizzico di cannella,
qualche goccia di fior d'arancio.
PASTA FROLLA
250 gr farina,
115 gr di sugna o burro,
90 gr zucchero,
1 tuorlo diluito in mezza tazzina di acqua,
un pizzico di sale,
un pizzico di ammoniaca per dolci.

Preparare la pasta frolla e lasciarla riposare in frigo per 12 ore.(mettere la farina sul tavolo, fare la fontana e unire tutti gli ingredienti, lavorare velocemente)

Intanto preparare il semolino, scaldare l'acqua con il sale e appena accenna al bollore versare il semolino e addensare, lasciare raffreddare.

In un'altra terrina unire ricotta e zucchero, aggiungere le uova, gli aromi e per ultimo il semolino e i canditi.
dividere la pasta frolla in due parti, l'una il doppio dell'altra, con la parte maggiore rivestire una teglia di 22 cm imburrata, riempire con la crema e chiudere con l'altra pasta stesa in un disco grande quando la superficie della torta, sigillare il contorno e cuocere in forno caldo a 180° per 30 minuti circa.

TORTA DI PATATE

1,200 kg patate,
100 gr burro,
3 uova,
70 gr parmigiano,
100 gr di prosciutto crudo a dadini,
200 gr di mozzarella,
100 gr di provola,
2 cucchiai di latte,
prezzemolo,
2 dadi per brodo,
sale,
pepe.

Lessare le patate in acqua salata con un dado, sbucciarle e passarle allo schiacciapatate.
Aggiungere alla purea 60 gr di burro, il parmigiano, le uova, il prezzemolo tritato, il prosciutto, il dado sbriciolato, il sale ed il pepe.
Imburrare uno stampo e spolverizzarlo con pangrattato, distribuirvi dentro metà composto, adagiare poi la mozzarella e la provola e coprire con l'altra metà del composto.
Spolverizzare la superficie con pangrattato, distribuire qualche ciuffetto di burro e cuocere in forno caldo a 180° per 35/40 minuti.

giovedì 2 maggio 2013

http://www.linkiesta.it/pezzo-casalinghe#ixzz2S26zhKs7


“Milioni di casalinghe, molte di noi non hanno scelta”

LE DONNE Le casalinghe italiane sono quasi 5 milioni, di cui circa 800 mila under 35. 
C'è quella famosa, di Voghera. E poi ci sono quelle “disperate” della serie televisiva americana. Le casalinghe italiane, secondo gli ultimi dati Istat, sono quasi 5 milioni, 4 milioni 879 mila per esser precisi. Una donna su sei. Tra chi un lavoro fuori da casa non ce l'ha, ci sono anche molte giovani sotto i 35 anni: circa 800 mila. «Negli ultimi anni stiamo ringiovanendo», racconta Tina Leonzi, 82 anni, che 31 anni fa a Brescia ha fondato il Moica, Movimento italiano casalinghe. «Tra le iscritte ci sono molte giovani». Anche se bisogna distinguere tra quelle che la signora Tina chiama «casalinghe lavoratrici», a tempo parziale costrette a barcamenarsi tra lavoro, famiglia e bambini, e le «lavoratrici casalinghe», le donne che invece si occupano della casa a tempo pieno. 
Il problema del nostro Paese, continua Tina Leonzi, «è la mancanza di opportunità di lavoro che permettano di conciliare l'occupazione con la famiglia e molte donne non hanno libertà di scelta». È qui che arriva un'altra distinzione: tra «casalinghe per scelta» e «casalinghe obbligate», quelle che sono costrette a restare a casa ma che un lavoro lo vorrebbero eccome. Queste ultime sarebbero la maggior parte, se è vero che secondo i dati Istat le donne inattive disposte a lavorare sono più del 16%, quattro volte sopra la media europea.
«In un Paese come l'Italia che offre pochi servizi per la famiglia, le casalinghe hanno un valore educativo-assistenziale enorme», dice la presidente del Moica. Oltre che «un grande valore economico». «Se non ci fossero le mamme o le nonne, come farebbero molte famiglie a conciliare lavoro e famiglia?», si chiede. «Chi andrebbe a prendere o a portare i bambini all'asilo visto che gli orari non si conciliano mai con quelli degli uffici? La realtà è che noi facciamo risparmiare tanti soldi allo Stato».
Dal 2004 a oggi, le casalinghe in Italia sono diminuite solo del 5,9 per cento. Ma in alcune zone la percentuale è addirittura aumentata. Come nel Mezzogiorno, dove si trova il 49,6% delle donne che si dedicano solo a casa e famiglia: 2 milioni 419mila, che nel 2011 hanno superato addirittura il numero delle occupate. E non basta a giustificare il quadro il piccolo aumento di uomini che si dichiarano casalinghi, per lo più disoccupati che hanno perso il lavoro in un momento di crisi: 63 mila in età lavorativa e 85 mila dai 15 anni in su.
«Basta, però, continuare a pensare alle casalinghe come le donne con i bigodini in testa e la vestaglia sdrucita», precisa la presidente del Moica. «Se si pensa questo non si è capito proprio nulla». La casalinga, dice, «non è una persona di serie B chiusa nelle quattro mura della sua casa. C'è invece grande attenzione al mondo esterno attraverso il lavoro del marito e la scuola dei figli». E a vedere le attività del Moica, queste casalinghe sono tutt'altro che casa e chiesa. «Ogni quindici giorni ci sono gli incontri culturali su un tema proposto dalla sede centrale, poi abbiamo lanciato l'iniziativa “Vi racconto il mio Paese” in cui le donne immigrate iscritte raccontano usi e costumi dei Paesi di provenienza e anche un'altra campagna sulla sicurezza stradale, che riguarda tanto i nostri figli e nipoti». E poi ancora: mostre di pittura e fotografia, corsi di cultura politica («perché anche noi seguiamo la campagna elettorale»), visite ai musei, premi letterari e di poesia. Insomma il contrario dell'immagine della casalinga frustrata e ignorante. «A Pistoia abbiamo fondato anche il primo museo del ricamo d'Italia», aggiunge Tina Leonzi con orgoglio. 
Eppure le casalinghe d'Italia hanno poche, o quasi nessuna, tutela. E nelle statistiche le famiglie monoreddito figurano sempre tra le categorie più povere del Paese. Secondo i dati del Rapporto annuale 2012 dell'Istat, oltre un quinto degli anziani poveri è rappresentato da casalinghe. E in base al Rapporto povertà 2012 della Caritas italiana, negli ultimi tre anni le richieste di aiuto ai centri Caritas da parte di casalinghe sono aumentate del 177,8 per cento.
Le leggi italiane che interessano le casalinghe sono due. Una, la 565 del 1996, ha istituito il “Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari”. Al momento dell'iscrizione, la casalinga può scegliere tra cinque diverse classi di contribuzione per assicurarsi la pensione. Versando un minimo di 25,82 euro, verrà accreditato un mese di contribuzione. «Ma la somma finale è bassissima», risponde Tina Leonzi. «Con quasi 26 euro al mese di contribuzione moltiplicati per tredici mesi, alla fine si arriva a poco più di 300 euro. Se li verso per vent'anni, alla fine si arriva a 6mila euro in tutto». Il Fondo, «è di una povertà tale che eroga 800 euro di pensione all'anno al totale delle donne che hanno pagato la cosiddetta mutualità pensione».  
La seconda norma che riguarda le “desperate housewives” di casa nostra è la 493 del 1999, quella sulle “Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell'assicurazione contro gli infortuni domestici”, che ha introdotto un fondo autonomo speciale per l'assicurazione delle casalinghe. Al 31 dicembre 2011 risultavano iscritte 1.732.270 casalinghe, di cui meno di 20mila uomini. Secondo il rapporto annuale dell'Inail, in Italia ogni anno circa il 5% della popolazione è vittima di un infortunio domestico. Una percentuale che sale al 7% nelle donne. L'assicurazione per le casalinghe dell'Inail prevede un versamento annuo di 12,91 euro, che garantisce una assicurazione in caso di invalidità o di morte. «Ma non è sufficiente», dice tina Leonzi, «soprattutto perché copre solo le conseguenze permanenti ma non le invalidità temporanee derivanti dagli infortuni. Saremmo disposte a pagare di più se ci garantissero maggiori tutele».
Intanto, anche questa volta Internet aiuta a fare rete tra i fornelli e le lavanderie di tutta Italia. È quello che ha fatto Giorgia Giorgi, casalinga da circa dieci anni e fondatrice de La Casalinga Ideale.it, portale dedicato a chi lavora in casa. «Care “colleghe”», si legge nel messaggio di benvenuto, «se tra una lavatrice e un sugo al ragù siete riuscite ad arrivare fin qui, approfittatene pure e venite a scoprire novità e curiosità dello strano mondo delle massaie!! Questo sito è stato appositamente studiato per noi: in primis donne e poi... mamme, mogli, figlie, amanti, tate, colf...ecc». Dopo aver lavorato come «ragioniera a tempo pieno», racconta Giorgia,  «una volta finito di pagare il mutuo ho scelto di occuparmi della famiglia». «Non me ne sono mai pentita», precisa, «anzi nel frattempo mio marito e io abbiamo voluto un terzo figlio. Confesso che oggi arrivare a fine mese col solo stipendio da “pompiere” del marito è sempre più difficile, ma riesco a godermi i figli, la casa e ogni giorno sfido le mie capacità imprenditoriali per far quadrare il bilancio familiare».  
La Casalinga Ideale nasce sette anni fa. «Per gioco», racconta, «ma subito è diventato un punto di riferimento per molte donne (e non solo) che cercano un confronto e condividono ricette e consigli sulla casa e sul risparmio». Curiosando nel sito ci si imbatte nella rubrica “Casa dop (dinamica ordinata pulita)”, e nei video tutorial, che insegnano per esempio ad appaiare i calzini. Basta una webcam puntata sull'asse da stiro e il gioco è fatto. «Al contrario di come si può immaginare», dice Giorgia, «sono soprattutto le donne che lavorano a consultare spesso il forum per ottimizzare il poco tempo che hanno a disposizione per la casa». E gli iscritti alla mailing list oggi sono circa 4.600: «prevalentemente donne, anche se non mancano pochi ma coraggiosi maschietti, che per necessità o curiosità vengono a chiedere consiglio».
«Perché fare la casalinga è faticoso», confessa Tina Leonzi, vedova da più di 18 anni dopo 41 anni di matrimonio. «La giornata è sempre impegnata al massimo. Tutti approfittano della mamma e della moglie lasciando la casa come un campo di battaglia. Mi sono sempre sentita dire: “Beata te che stai in casa”. In realtà si fa molta fatica». Soprattutto se sei la presidente del Moica e, nonostante gli 82 anni, attraversi l'Italia in lungo e in largo tra incontri, convegni e appuntamenti. «Spesso mi chiedono come è possibile, alla mia età, sostenere questi ritmi», confessa. E se alla signora Leonzi si chiede se «ha mai lavorato?», lei corregge subito il tiro e dice: «Lavorato all'esterno della casa, vorrà dire». E comunque «sì», racconta, «ma solo prima del matrimonio. Allora si usava che quando ci si sposava si smetteva di lavorare». Ma «non ho mai avuto nessun complesso di inferiorità rispetto alle mie amiche che invece lavoravano», confessa. «Poi quando i miei tre ragazzi sono diventati più grandi, ho cominciato a dedicarmi ad altre attività per studiare la condizione femminile in generale. Allora nessuno parlava delle casalinghe». E i tempi in cui una casalinga era candidata al Parlamento erano ancora molto lontani. 
È così che nasce il Movimento italiano casalinghe, nel 1982. «Le donne che lavoravano avevano un ordine, un sindacato. Le casalinghe no», racconta Leonzi. «Abbiamo cominciato così con quattro amiche. Poi abbiamo stilato uno statuto. E ora il Moica conta 107 gruppi sparsi in tutta Italia e qualche decina di migliaia di iscritti. Anche uomini, ma sono pochi e a dire la verità non li andiamo a cercare». Ma anche i colleghi dell'altro sesso, dal canto loro, si sono organizzati, nel 2003, con la costituzione dell'Associazione uomini casalinghi, Asuc, che ad oggi conta 5.638 iscritti. «Per l'uomo moderno che cresce e abita la casa», recita lo slogan.
L'altra grande associazione delle casalinghe italiane è Federcasalinghe, anche questa nata nel 1982 e presieduta da Federica Rossi Gasparrini, già vice presidente mondiale e presidente nazionale del Movimento delle madri, sottosegretaria del governo Prodi dal 1996 al 1998 e deputata dal 2006 al 2008 con l'Italia dei valori. Con circa 100 sportelli per tutta Italia, Federcasalinghe svolge anche un servizio informativo in collaborazione con l’Inail sulla legge relativa agli infortuni domestici. E in vista delle elezioni ha stilato un elenco di cinque proposte da sottoporre ai partiti: «1) Dare forza, sostanza e sostegno alle norme sul part-time, lavoro occasionale e accessorio, sostegno in tutoraggio e finanziamenti alle piccole e medie imprese femminili; 2) investire sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, attraverso la verifica dell’applicazione delle norme esistenti; investire sulla sicurezza delle abitazioni, rinnovando il parco abitativo laddove non sicuro; migliorare e ampliare la legge 493/99; 3) approvare le norme per il fondo pensione Inps, proposte dall’Istituto stesso, riguardo la vecchia “pensione delle casalinghe”; 4) stabilire una percentuale obbligatoria pari almeno al 25% dei finanziamenti a favore della formazione delle donne che, lasciato il lavoro retribuito per motivi familiari, desiderano rientrarvi a pieno titolo; 5) leggi che favoriscano pienamente il ruolo di “madre” supportandolo anche con riconoscimenti economici e contributi pensionistici».
«Noi», prosegue Tina Leonzi, «stiamo anche discutendo nelle Commissioni parlamentari per proporre modifiche sostanziali soprattutto al sistema previdenziale. Abbiamo proposto al ministro Fornero, ad esempio, di totalizzare i contributi delle diverse stagioni della vita. Il punto è che in campagna elettorale tutti ti danno ragione, ma alla prova dei fatti poi se ne dimenticano». 
Provvedimenti che sembrano necessari per le casalinghe italiane, se è vero che, come è emerso da una ricerca del Centro studi donne e qualità della vita del 2011, le casalinghe di casa nostra sono le più disperate d'Europa. Con un tasso di insoddisfazione del 76%, sono davanti a spagnole (63%), francesi (57%) inglesi (51%) e tedesche (47%). E il 18% si lamenta di un marito poco attento che non aiuta in casa. Donne così scontente del loro destino che oltre la metà vorrebbe lasciare l'Italia. Tra le destinazioni preferite, Maldive, Hawaii e Mauritius. Ma anche i Paesi dell'Europa del Nord dove il ruolo della donna è più tutelato, come la Danimarca (14%), la Svezia (9%) o la Norvegia (8%).
casalinghe / federcasalinghe / moica / tina leonzi
argomenti: donne / famiglia


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LA PARABOLA DEL BUON SAMARITANO.

Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede al locandiere, dicendo: «Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno». Stamane  ricordavo questa parabola. L'ho ripescata, pur essendo agnostica e non praticante, perchè mi pare paradigmatica rispetto a ciò che oggi è il vero problema.Una distribuzione della richezza assolutamente insostenibile, dove meccanismi perversi fanno star bene chi giá sta benissimo e fanno morire chi è giá ferito a morte. Credo che oggi ci siano al mondo diversi tipi di criminalità che impediscono un accettabile livello di vita per tutti. La vera criminalità mafiosa, la criminalità finanziaria che poi spesso è la,stessa cosa, e la criminalità dell'indifferenza verso il prossimo da parte di chi tiene immobilizzati immensi patrimoni quando avrebbe la possibilitá di farli girare per il bene di tutti. Warren Buffet, l'uomo tra i più ricchi del mondo, tempo fa paragonava il denaro al sangue. Se il sangue non circola il corpo muore. I nostri governanti pensino più a far circolare il sangue, con leggi adeguate, che a far dei salassi inutili ,a random , uccidendo chi è anemico e facendo il solletico a chi è pingue di denaro guadagnato con onestá miope che la speculazione sostiene.

IL TORRONE DEI MORTI. O MURTICIELL

 Nella tradizione italiana ogni ricorrenza, sia essa religiosa che laica, ha un piatto tipico, spesso un dolce che la caratterizza. For...