venerdì 30 novembre 2012

CAPRESE anche d'autunno


Caprese anche d'autunno (articoli cibo CavoloVerde n.1402)Napoli, 1/12/2012 - Anche se la parola insalata ci riporta ad una preparazione estiva, complici quest'anno le temperature miti, in Campania ci sono, sebbene sia novembre inoltrato, diversi raccolti di pomodori, pertanto questo piatto si può ancora preparare.

La caprese è uno dei piatti simbolo del Made in Italy, perchè racchiude i sapori, i profumi ed anche i colori tipici del nostro paese.

Viene definita caprese perchè nata nella bella isola azzurra, difatti ci sono diverse attribuzioni in merito alla sua creazione, l'unica certezza è che sia nata a Capri, poi c'è chi dice che sia stata creata dalle idee bizzarre di Marinetti e i suoi amici futuristi, i quali avevano deciso di eliminare la pasta per combattere l'obesità e c'è invece chi racconta che sia nata negli anni '50 per soddisfare una richiesta del re Farouk in vacanza sull'isola.

Storie a parte, la Caprese è un meraviglioso piatto, gustoso, ricco, completo e soprattutto veloce da preparare, l'unico accorgimento è non considerare questa pietanza una leggera insalata. Essa è un pasto completo con un consistente apporto calorico, che può essere consumato come piatto unico.

Originariamente era preparato solo con fior di latte, successivamente con la produzione di mozzarella di bufala, si è cominciata a preparare con quest'ultima ed oggi la si richiede quasi esclusivamente con mozzarella di bufala.

Il modo per realizzarla è semplicemente l'alternare fette di pomodori a fette di mozzarella, irrorate con olio extravergine, sale e origano.

Naturalmente si può arricchire con olive bianche o qualche altro ingrediente secondo i gusti personali.

giovedì 29 novembre 2012

CIBO PER CANI

Questo è Joshua Ortiz...sta cantando una canzone al suo amico che sta morendo per avere mangiato cibo per cani cinese....questa foto è stata pubblicata dall'amico di Joshua che ha scattato la foto dietro consenso dello stesso Joshua per fare in modo che la gente non compri il cibo per cani cinese.Leggete sempre le etichette perchè oltre 1000 cani hanno riportato danni a causa degli scarti che vengono inseriti nel cibo...condividete..facciamo in modo tra tutti che le scatole di cibo cinese restino sugli scaffali...non voglio succeda ancora!!

lunedì 26 novembre 2012

PURE' DI PATATE E SPINACI


Purè di patate e spinaci (articoli cibo CavoloVerde n.1397)

Napoli, 27/11/2012 - Se è vero che i bambini non amano le verdure, è anche vero che tutti amano particolarmente le patate, che siano esse fritte, al forno o bollite, con le patate non si sbaglia mai.
Un contorno invernale che preferiscono è il classico purè di patate, il sapore dolce e la sua consistenza cremosa incontrano l'approvazione di quasi tutti i bambini.
Per questo voglio proporre un purè verde che nasconde gli spinaci nella sua purea.
Affinchè non prevalga il sapore degli spinaci è importante mantenere il quantitativo di patate superiore alle verdure.
Così per 1 kg di patate utilizzeremo 500 gr di spinaci già puliti e lessati, 250 gr di latte circa, una generosa noce di burro, sale e parmigiano secondo i gusti.
Innanzitutto lessiamo le patate, le sbucciamo e le passiamo allo schiacciapatate, intanto lessiamo gli spinaci, li strizziamo e li tritiamo nel mixer, mettiamo le due puree in una casseruola e unendo il latte caldo un po' per volta, facciamo addensare e raggiungere la consistenza preferita, alla fine mantechiamo con il burro ed il parmigiano e serviamo caldo.
Io l'ho servito con le salsicce napoletane perchè i miei bambini sono piuttosto... cresciutelli.

venerdì 23 novembre 2012

PASTA E FAGIOLI



La pasta e fagioli è un classico dei menù invernali napoletani, è il tipico piatto che, nato dalle cucine povere dei contadini, è entrato a pieno titolo nella mensa quotidiana di molti italiani, assumendo piccole diversità nella preparazione del piatto a seconda della regione e talvolta anche della singola provincia.
Questa che di seguito descrivo è la ricetta classica che da sempre si prepara nella mia famiglia.
Anche se un tempo i fagioli più usati erano i cosiddetti a Formella, tipici della zona di Nola (comune vesuviano), oggi si usano quasi esclusivamente i cannellini.

Per quattro porzioni abbondanti occorrono circa 400 gr di fagioli cannellini secchi, messi in ammollo la sera precedente.
300 gr di pasta tipo mezzi canneroni rigati di martino
una cipolla grande,
una costa di sedano,
una carota,
7/8 pomodorini del piennolo (tipici del Vesuvio),
1 cucchiaino di concentrato,
aglio,
sale,
peperoncino,
prezzemolo tritato,
70/80 gr di prosciutto o pancetta a dadini (nella ricetta antica si usava la cotica di prosciutto, ma ormai è in disuso),
olio evo.

Mettiamo in ammollo i fagioli la sera precedente, poi il giorno successivo li sciacquiamo e li mettiamo a cuocere in acqua fredda. Intanto in un'altra casseruola mettiamo l'olio evo con la pancetta e le verdure tagliate piccole e lasciamo soffriggere dolcemente, poi uniamo i pomodori e il concentrato e lasciamo insaporire. Dopo prendiamo un terzo dei fagioli e li passiamo al passaverdure e l'altro terzo lo lasciamo intero, versiamo tutto nella salsetta, aggiungiamo un pò d'acqua di cottura dei fagioli, correggiamo di sale, portiamo a bollore e versiamo la pasta, durante la cottura aggiungiamo altra acqua solo se serve così che  a fine cottura deve risultare cremosa, né troppo liquida né troppo asciutta.
Serviamo con un filo d'olio a crudo, del prezzemolo tritato, una cipolla cruda e una fetta di pane di san Sebastiano, perché se pur scorretto da un punto di vista dietetico, i napoletani amano accompagnare la pasta e fagioli con del pane.

giovedì 22 novembre 2012

DANUBIO CON NUTELLA con bimby

550 gr di farina,
250 ml latte,
50 ml olio evo,
1 uovo,
1 cucchiaio di zucchero,
1 cucchiaino di sale,
un lievito
nutella qb

Mettere nel boccale il latte, il lievito, l'olio, lo zucchero, l'uovo, la farina ed il sale e fare impastare 2 minuti e mezzo a velocità spiga.
Togliere l'impasto dal boccale lavorarlo qualche minuto sulla spianatoia e poi lasciarlo lievitare coperto fino al raddoppio.
Successivamente dividere l'impasto in piccole palline , per ogni pallina schiacciarla come una pizzetta e inserire al centro un cucchiaino di nutella, sigillarle e adagiarle in una teglia unta con la parte che abbiamo sigillato verso il basso, sistemarle  seguendo un disegno a fiore.
Lasciarle lievitare ancora mezzora e poi metterle in forno a 200° per circa 20 minuti,
Servire con zucchero al velo.

TORTA VARIEGATA AL CIOCCOLATO E PERE

200 gr di farina,
2 uova,
150 gr di zucchero,
100 ml di panna,
80 ml olio di mais,
mezza fialetta al rum,
mezza bustina di lievito,
1 pera tipo kaiser.

Variegatura al cioccolato:
125 ml di latte,
20 gr farina,
40 gr zucchero,
1 tuorlo,
1 cucchiaio di nutella,
50 gr cioccolato al latte.

In una terrina montare le uova con lo zucchero, aggiungere la panna, l'olio e la fialetta, unire poi la farina ed il lievito setacciato, sbucciare la pera e tagliarla a dadini, unirla al composto e con un cucchiaio mescolare bene, versare poi il composto in una teglia di 24 cm unta.
A parte mescolare insieme la farina con lo zucchero ed il tuorlo e unire la crema ottenuta al latte appena accenna al bollore,  fare addensare e fuori dal fuoco unire la nutella ed il cioccolato ,farli sciogliere bene, poi distribuire la crema al cioccolato sulla superficie della torta facendo dei cerchi concentrici, mettere in forno caldo a 180° per circa 40 minuti.
Servire con zucchero al velo.

Forse un mattino andando in un'aria di vetro.......

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore da ubriaco.

Poi, come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi, case, colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.


Eugenio Montale da ossi di seppia.

domenica 18 novembre 2012

SALSA BESCIAMELLA ALL'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA

1 litro di latte scremato,
100 gr olio evo,
100 gr farina,
sale.

In una casseruola fare scaldare l'olio, versare la farina e amalgamare velocemente, versare un pò per volta il latte caldo e fare addensare, salare.

PASTICCIO DI CONCHIGLIONI CON BROCCOLETTI E SCAMORZA

300 gr  conchiglioni
500 gr broccoletti,
70 gr pecorino,
150 gr scamorza a dadini.
 SALSA AL POMODORO:
2 pelati piccoli,
aglio,
olio evo.
SALSA BESCIAMELLA:
400 ml latte scremato,
40 gr olio evo,
40 gr farina,
sale,
pepe.

Lessare i broccoletti al dente, scolarli e saltarli in padella con olio e aglio.
Preparare la salsa, imbiondire l'aglio nell'olio, unire i pomodori e lasciare cuocere 15/20 minuti, salare.
Preparare la besciamella, fare scaldare l'olio e versare la farina, lasciare assorbire e unire il latte caldo, mescolare continuamente finchè si rapprende, salare e pepare.

A questo punto lessare la pasta molto al dente, scolarla e condirla con i broccoletti, poco pecorino, un mestolo di besciamella e un mestolo di salsa, amalgamarla bene e distribuirne la metà in una pirofila, coprire con parte del pecorino, salsa, besciamella e metà scamorza, coprire con l'altra pasta e cpmpletare con tutti gli ingredienti, salsa, besciamella, pecorino e scamorza e passare in forno ventilato a 250° per circa 15 minuti. Lasciare intiepidire e servire.

LUMACONI CON POMODORI INSALATARI E PROVOLONE

500 gr di pomodori insalatari,
150 gr di provolone auricchio dolce grattugiato grossolanamente,
aglio,
olio evo,
parmigiano,
400 gr di lumaconi di martino.

Lavare e tagliare a pezzi i pomodori, metterli in una padella con uno spicchio d'aglio, irrorarli con olio evo e lasciarli insaporire qualche minuto a fuoco moderato, salare pepare e lasciare da parte.
Intanto lessare i lumaconi e a due minuti dal termine della cottura, scolarli, versarli nella padella e completare la cottura mantecando con parmigiano e provolone.



SARA' VERO?


Nel 1931 Otto Heinrich Warburg ha scoperto la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel.

 Otto Heinrich WarburgUna notizia che ha dell’incredibile: la causa principale del cancro è stata ufficialmente scoperta decenni fa da uno scienziato premio nobel per la medicina nel 1931.
E da allora nulla è stato fatto in base a tale conseguimento, se non continuare a raccogliere in tutto il mondo soldi per la ricerca, attraverso associazioni come ad esempio l’italiana AIRC.
Quando la causa primaria del cancro era già conosciuta.
Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare.
Nel 1931 lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Nobel per la scoperta sulla causa primaria di cancro.
Proprio così. Ha trovato la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel.
Otto ha scoperto che il cancro è il risultato di un potere anti-fisiologico e di uno stile di vita anti-fisiologico.
Perché? Poiché sia con uno stile anti-fisiologico nutrizionale (dieta basata su cibi acidificanti) e l’inattività fisica, il corpo crea un ambiente acido (nel caso di inattività, per una cattiva ossigenazione delle cellule).
L’acidosi cellulare causa l’espulsione dell’ossigeno. La mancanza di ossigeno nelle cellule crea un ambiente acido.
Egli ha detto: “La mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia: Se una persona ha uno, ha anche l’altro”.
Cioè, se una persona ha eccesso di acidità, quindi automaticamente avrà mancanza di ossigeno nel suo sistema. Se manca l’ossigeno, avrete acidità nel vostro corpo.
Egli ha anche detto: “Le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza delle alcaline che attirano ossigeno”.
Cioè, un ambiente acido è un ambiente senza ossigeno.
Egli ha dichiarato: “Privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in un cancro”.
“Tutte le cellule normali hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza di esso”(Una regola senza eccezioni).
Ph e salute“I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.”
Nella sua opera “Il metabolismo dei tumori”, Otto ha mostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidosi del sangue (acido) e ipossia (mancanza di ossigeno).
Ha scoperto che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno.
Le cellule tumorali possono sopravvivere soltanto con glucosio e in un ambiente privo di ossigeno.
Pertanto, il cancro non è altro che un meccanismo di difesa che ha alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente acido e privo di ossigeno.

In sintesi:

  • Le cellule sane vivono in un ambiente ossigenato e alcalino che consente il normale funzionamento. Le cellule tumorali vivono in un ambiente acido e carente di ossigeno.

Importante:

Una volta terminato il processo digestivo, gli alimenti, a secondo della qualità di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali, forniscono e generano una condizione di acidità o alcalinità nel corpo. In altre parole … tutto dipende unicamente da ciò che si mangia.
Il risultato acidificante o alcalinizzante viene misurato con una scala chiamata PH, i cui valori vanno da 0 a 14, al valore 7 corrisponde un pH neutro.
È importante sapere come gli alimenti acidi e alcalini influiscono sulla salute, poiché le cellule..per funzionare correttamente dovrebbe essere di un ph leggermente alcalino (poco di sopra al 7).
In una persona sana, il pH del sangue è compreso tra 7.4 e 7.45.
Se il pH del sangue di una persona inferiore 7, va in coma.

Gli alimenti che acidificano il corpo:

  • Lo zucchero raffinato e tutti i suoi sottoprodotti. (È il peggiore di tutti: non ha proteine, senza grassi, senza vitamine o minerali, solo carboidrati raffinati che schiacciano il pancreas). Il suo pH è di 2,1 (molto acido)
  • Carne. (Tutti i tipi)
  • Prodotti di origine animale (latte e formaggio, ricotta, yogurt, ecc)
  • Il sale raffinato.
  • Farina raffinata e tutti i suoi derivati. (Pasta, torte, biscotti, ecc)
  • Pane. (La maggior parte contengono grassi saturi, margarina, sale, zucchero e conservanti)
  • Margarina.
  • Antibiotici e medicine in generale.
  • Caffeina. (Caffè, tè nero, cioccolato)
  • Alcool.
  • Tabacco. (Sigarette)
  • Antibiotici e medicina in generale.
  • Qualsiasi cibo cotto. (la cottura elimina l’ossigeno aumentando l’acidita’ dei cibi”)
  • Tutti gli alimenti trasformati, in scatola, contenenti conservanti, coloranti, aromi, stabilizzanti, ecc.
Il sangue si ‘autoregola’ costantemente per non cadere in acidosi metabolica garantire il buon funzionamento e ottimizzare il metabolismo cellulare. Il corpo deve ottenere delle basi minerali alimentari per neutralizzare l’acidità del sangue nel metabolismo, ma tutti gli alimenti già citati (per lo più raffinati) acidificano il sangue e ammorbano il corpo.
Dobbiamo tener conto che CON il moderno stile di vita, questi cibi vengono consumati almeno 3 volte al giorno”, 365 giorni l’anno e tutti questi alimenti sono anti-fisiologici.

Gli alimenti alcalinizzanti:

* Tutte le verdure crude. (Alcune sono acide al gusto, ma all’interno del corpo avviene una reazione è alcalinizzante.”. Altre sono un po acide, tuttavia, forniscono le basi necessarie per il corretto equilibrio). Le verdure crude producono ossigeno, quelle cotte no.
* I Frutti, stessa cosa. Ad esempio, il limone ha un pH di circa 2,2, tuttavia, all’interno del corpo ha un effetto altamente alcalino. (Probabilmente il più potente di tutti – non fatevi ingannare dal sapore acidulo)
* I frutti producono abbastanza ossigeno.
* Alcuni semi, come le mandorle sono fortemente alcalini.
* I cereali integrali: l’unico cereale alcalinizzante è il miglio. Tutti gli altri sono leggermente acidi, tuttavia, siccome la dieta ideale ha bisogno di una percentuale di acidità, è bene consumarne qualcuno. Tutti i cereali devono essere consumati cotti.
Il miele è altamente alcalinizzante.
* La clorofilla la pianta è fortemente alcalina.
(Da qualsiasi pianta) (in particolare aloe vera, noto anche come aloe)
* L’acqua è importante per la produzione di ossigeno. “La disidratazione cronica è la tensione principale del corpo e la radice della maggior parte tutte le malattie degenerative.” Lo afferma il Dott. Feydoon Batmanghelidj.
* L’esercizio ossigena tutto il corpo. “Uno stile di vita sedentario usura il corpo.”
L’ideale è avere una alimentazione di circa il 60% alcalina piuttosto che acida, e, naturalmente, evitare i prodotti maggiormente acidi, come le bibite, lo zucchero raffinato e gli edulcoranti.
Non abusare del sale o evitarlo il più possibile.
Per coloro che sono malati, l’ideale è che l’alimentazione sia di circa 80% alcalina, eliminando tutti i prodotti più nocivi.
Se si ha il cancro il consiglio è quello di alcalinizzare il più possibile.”
Inutile dire altro, non è vero?
Dr. George W. Crile, di Cleveland, uno dei chirurghi più rispettati al mondo, dichiara apertamente:“Tutte le morti chiamate naturali non sono altro che il punto terminale di un saturazione di acidità nel corpo.”
Come precedentemente accennato, è del tutto impossibile per il cancro di comparire in una persona che libera il corpo dagli acidi con una dieta alcalina, che aumenta il consumo di acqua pura e che eviti i cibi che producono acido.
In generale, il cancro non si contrae e nemmeno si eredita. Ciò che si eredita sono le abitudini alimentari, ambientali e lo stile di vita. Questo può produrre il cancro.
Mencken ha scritto: “La lotta della vita è contro la ritenzione di acido”.“Invecchiamento, mancanza di energia, stress, mal di testa, malattie cardiache, allergie, eczema, orticaria, asma, calcoli renali, arteriosclerosi, tra gli altri, non sono altro che l’accumulo di acidi”.
Dr. Theodore A. Baroody ha detto nel suo libro “Alcalinizzare o morire” (alcaline o Die):
” In realtà, non importa i nomi delle innumerevoli malattie Ciò che conta è che essi provengono tutti dalla stessa causa principale: Molte scorie acide nel corpo”
Dr. Robert O. Young ha detto:
“L’eccesso di acidificazione nell’organismo è la causa di tutte le malattie degenerative. Se succede una perturbazione dell’equilibrio e un corpo inizia a produrre e immagazzinare più acidità e rifiuti tossici di quelli che è in grado di eliminare allora le malattie si manifestano.”
E la chemioterapia ?
La chemioterapia acidifica il corpo a tal punto che ricorre alle riserve alcaline del corpo immediatamente per neutralizzare l’acidità tale, sacrificando basi minerali (calcio, magnesio e potassio) depositati nelle ossa, denti, articolazioni, unghie e capelli.
Per questo motivo osserviamo tali alterazioni nelle persone che ricevono questo trattamento e tra le altre cose la caduta dei capelli. Per il corpo non vuol dire nulla stare senza capelli, ma un pH acido significherebbe la morte.
Niente di tutto questo è descritto o raccontato perché, per tutte le indicazioni, l’industria del cancro (leggi: industria farmaceutica) e la chemioterapia sono alcune delle attività più remunerative che esistano..Si parla di un giro multi-milionario e i proprietari di queste industrie non vogliono che questo sia pubblicato.
Tutto indica che l’industria farmaceutica e l’industria alimentare sono un’unica entità e che ci sia una cospirazione in cui si aiuta l’altro al profitto.
Più le persone sono malate, più sale il profitto dell’industria farmaceutica. E per avere molte persone malate serve molto cibo spazzatura, tanto quanto ne produce l’industria alimentare.
Quanti di noi hanno sentito la notizia di qualcuno che ha il cancro e qualcuno dire: “… Poteva capitare a chiunque …”
No, non poteva!
http://questaitalia.wordpress.com/2012/11/01/nel-1931-otto-heinrich-warburg-ha-scoperto-la-causa-primaria-del-cancro-e-ha-vinto-il-premio-nobel/

venerdì 16 novembre 2012

TORTA CON FARINA DI RISO E GANACHE AL CIOCCOLATO BIANCO

200 gr farina di riso
100 gr zucchero
2 uova
100 ml yogurt bianco
80 ml olio di mais
mezza fialetta aroma rum
mezza bustina lievito per dolci
50 gr mandorle tritate grossolanamente

Ganache:
100 ml panna da montare
100 gr cioccolato bianco

In una terrina mescolare bene le uova con lo zucchero, unire poi l'olio, lo yogurt e l'aroma, amalgamare e incorporare la farina ed il lievito setacciato.
Ungere una teglia da 24 cm e riempire con il composto, distribuire sulla superficie le mandorle sbriciolate e cuocere in forno caldo a 180° per circa 40 minuti.
Intanto mettere a scaldare la panna e appena accenna al bollore, allontanarla dal fuoco e sciogliervi dentro il cioccolato. Porre in frigo a raffreddare.
Quando è fredda montarla con le fruste elettriche.
Dopo aver sfornato la torta farla raffreddare,  tagliarla in due dischi e farcirla con la ganache. Spolverizzare con zucchero al velo.

PASTA E CECI


La pasta e ceci  nella tradizione partenopea è il piatto tipico del primo giorno di Quaresima, che si prepara almeno una volta a settimana fino a Pasqua, ma è anche e soprattutto  una minestra tipicamente invernale. Nel nostro dialetto viene chiamato 'lampp e tuon', forse riferendosi alla proverbiale tempesta intestinale che può scatenare.
Ironia a parte, è un piatto molto diffuso in Campania e molto antico, infatti in molte zone si prepara con le tagliatelle, con un chiaro riferimento alle lagane degli antichi Romani.
Invece nella tradizione puramente partenopea si prepara con la pasta 'ammescata' ossia mista, ligi ad una consuetudine nata nel dopoguerra di riutilizzare gli avanzi dei vari formati di pasta.
I ceci sono tra i legumi più coltivati al mondo e tra i più consumati, dopo la soia ed i fagioli.
Rappresentano un'importante fonte di proteine, sono ricchi di fosforo, potassio e grassi essenziali; hanno anche un alto contenuto calorico per cui, consumati soprattutto con la pasta, andrebbero considerati piatto unico.

Per preparare una pasta e ceci per circa 3 o 4 persone occorrono:
250 gr di ceci secchi,
un cucchiaino di bicarbonato,
aglio,
olio extravergine di oliva,
prezzemolo,
350 gr di pasta mista di martino.

La sera precedente la preparazione mettete i ceci in una terrina coperti d'acqua con un cucchiaino di bicarbonato sciolto in essa.
La mattina successiva sciacquate i ceci e metteteli a cuocere in una pentola ricoperti d'abbondante acqua, cuoceranno almeno 3 ore. A fine cottura riscaldate l'olio con l'aglio in una padellina, fate imbiondire leggermente l'aglio e unite il tutto ai ceci, salate e riportate a bollore e versate la pasta spezzettata. A parte preparate un pentolino con acqua calda che aggiungerete solo se necessario perchè la minestra deve risultare cremosa, senza brodo per intenderci.
Servite spolverizzata di prezzemolo tritato e pepe.

giovedì 15 novembre 2012

TORTA DI MELE CON MIELE ALLO SCIROPPO DI ROSE

FROLLA LEGGERA:
200 gr farina,
100 gr zucchero,
1 albume,
50 gr olio di mais,
100 ml yogurt alla pesca o bianco,
un pizzico di lievito per dolci.

FARCIA:
4 mele tipo melinda,
160 ml miele allo sciroppo di rosa trecase

Lavare, sbucciare le mele e ridurle a dadini, metterle in una terrina con il miele e lasciarle insaporire.
Intanto preparare la frolla, unire al centro della farina l'albume, l'olio, il lievito, lo zucchero e lo yogurt, impastare bene e ottenere un impasto morbido e liscio.
Prelevarne una piccola quantità e tenerla da parte per il coperchio, stendere la restante parte e foderare una teglia di 24 cm unta, coprire con il composto di mele e miele e ricoprire con un disco di pasta, far aderire bene alle mele esercitando una leggera pressione e cuocere in forno caldo a 180° per 30 minuti circa. Spolverizzare con zucchero al velo.

FROLLA LEGGERA ALLO YOGURT

Oggi ho preparato due torte ricotta e pere che ho congelato per due prossime occasioni e poichè la preparazione del biscotto conteneva un tuorlo, mi è avanzato un albume e poichè non butto mai nulla "almenochè trattasi di cose obsolete e inutili come certa gente", mi è balenata l'idea di utilizzarlo per una frolla "a modo mio".
In preda al mio solito raptus creativo ho messo insieme:
200 gr farina, l'albume di cui sopra, 100 gr di zucchero, 50 gr di olio di mais, 100 ml di yogurt alla pesca ( avevo solo quello) e un pizzico di lievito per dolci. Ho impastato il tutto velocemente ed ho prepararto una torta di mele.
Il risultato è stato ottimo, ho ottenuto una pasta frolla leggera, friabile e delicata, non so se già esiste qualcosa  di simile, a me è venuta fuori d'istinto e mi piace molto!!!!

to be continued.....

martedì 13 novembre 2012

INSALATA DI POMODORI

Molti, leggendo il titolo di questa ricetta, penseranno che sia banale parlare di un piatto così semplice, ed è vero che parliamo di un piatto alquanto semplice, ma anche fresco, saporito, dal gusto particolarmente profumato che racchiude tutta l'essenza dei colori e dei sapori dell'estate. 

Però pur nella sua semplicità, bisogna saperlo preparare, scegliendo gli ingredienti giusti, a cominciare dalla materia prima: i pomodori. 

I più adatti per questa preparazione sono i pomodori di Sorrento, un ecotipo coltivato lungo la costiera sorrentina, dalla caratteristica forma a coste, con la polpa carnosa, dolce e delicata e quindi quasi privo di quell'acidità tipica dei pomodori, che lo rendono idoneo al consumo crudo.

L'olio deve essere extravergine ed abbondante come pure il sale, inoltre i profumi non devono mancare come l'origano ed il basilico, l'aglio ed anche la cipolla e qualche costoletta di sedano croccante, questi gli ingredienti per i puristi, amanti della tradizione mediterranea. 

Come per altre preparazioni, ognuno può aggiungere altri ingredienti, secondo le tradizioni familiari, infatti mia nonna salernitana arricchiva l'insalata con peperoncini verdi ed altri prodotti dell'orto e il suo ingrediente segreto che era il ghiaccio a cubetti, aggiunto pochi secondi prima di servire a tavola.

Quindi in queste sere estive, in cui il caldo si autoinvita per la cena, l'insalata di pomodori può essere il naturale rimedio per un pasto fragrante, leggero ed appagante, soprattutto accompagnata da un pane fresco o da qualche fresella.

Per la mia insalata occorrono:

pomodori di Sorrento,
aglio,
cipolla,
costoletta di sedano,
basilico,
origano,
olive bianche,
qualche peperoncino verde,
qualche listarella di melanzana cruda,
qualche listarella di peperone crudo,
olio evo abbondante,
sale,
qualche cubetto di ghiaccio aggiunto al momento di portarla in tavola.

Tagliate i pomodori a spicchi, unite tutti gli ingredienti tagliati a piccoli pezzi, gli aromi, irrorate con abbondante olio, salate, mescolate bene e prima di servire unite dei cubetti di ghiaccio.

'O PER E 'O MUSS

Si chiama 'Street Food', perchè 'Mangiare per Strada' non fa tendenza, eppure questo fenomeno modaiolo ha radici antichissime.
Già tremila anni fa la pratica di mangiare per strada era diffusa, e successivamente, nell'Impero romano, divenne addirittura uno stile di vita, soprattutto tra le classi popolari. 
Oltre ai venditori ambulanti, nelle città si diffusero le 'Tabernae', locali con ambienti estesi fino alla strada dove c'erano dei banconi per la vendita di cibo e vino. Infatti ancora oggi, visitando alcuni siti archeologici come Pompei ed Ercolano, è possibile osservare alcune vestigia di tali locali.
Questa abitudine attraverso i secoli, pur con stili nuovi, ha mantenuto la sua presenza, tant'è che ogni città ha il suo tipico cibo di strada.
Pertanto, pur volendolo chiamare Street Food, per essere al passo con i tempi, il cibo di strada rappresenta la salvaguardia di molte tradizioni e sapori locali.
Nella tradizione campana un tipico cibo di strada è 'O per e 'o muss': ossia il piede e il muso, una specialità che affonda le sue radici nella tradizione popolare, di chi era abituato per necessità a non buttare nulla del maiale e del vitello.
Infatti 'o per e 'o muss' sono il piede del maiale e il muso del vitello che, opportunamente scottati, depilati, cotti e disossati, seguendo accurati controlli igienico-sanitari, arrivano sui furgoncini dei venditori ambulanti e vengono venduti a piccoli pezzi, conditi con sale e limone, ma soprattutto adagiati su carta oleata, perchè in altri contenitori non avrebbero lo stesso sapore.

PAGNOTTA DI SANTA CHIARA

 Nella gastronomia partenopea ha un posto di rilievo il pane, considerato da sempre elemento di primaria importanza nell'alimentazione quotidiana. 
Infatti a Napoli ci sono tante varietà di pane e suoi derivati, come pizze e focacce, che si possono consumare in qualunque momento della giornata.
Un esempio sono le pagnotte di Santa Chiara, una tipica pizza nata molti anni fa come emblema gastronomico di tale ricorrenza religiosa e divenute poi una consuetudine quotidiana, tant'è che in molte rosticcerie, e spesso anche in qualche bar, al mattino non mancano mai per i cultori della colazione a base di salato. 
Si ripete poi la fornitura a metà mattina per gli habituè dello spuntino e per la pausa pranzo.
La base è sempre la stessa, quella tipica del pane e della pizza, con farina, acqua e lievito, con l'aggiunta però di patate e strutto, modellata a forma di un grosso raviolo e farcita, sia all'interno che all'esterno, con pomodori, origano e acciughe (più note a Napoli come alici salate).
La caratteristica fondamentale di queste pagnotte è la cottura nei forni a legna che le conferiscono un sapore ricco e fragrante quasi come il pane.

Per realizzarle in casa occorrono:

500 gr farina,
200/250 ml acqua,
300 gr circa di patate lessate e schiacciate,
50 gr di sugna,
1/2 cubetto di lievito,
sale e pepe. 

Per la farcitura occorrono:

400 gr di acciughe,
500 gr di pomodori del piennolo,
olio evo,
origano,
prezzemolo tritato.

Lessate le patate, sbucciatele e passatele allo schiacciapatate, unitele alla farina disposta sulla spianatoia e aggiungete il lievito sbriciolato, la sugna, il sale ed un pizzico di pepe, versate l'acqua e amalgamate fino ad ottenere un impasto morbido, lasciatelo lievitare coperto fino al raddoppio. 
Intanto saltate i pomodori tagliati in quattro nell'olio, unite le acciughe e l'origano e cuocete pochi minuti, spolverizzate con il prezzemolo tritato e correggete di sale se necessario, ricordate che le acciughe rilasciano sale.
Riprendete l'impasto lievitato, lavoratelo di nuovo e ricavatene dei pezzi ai quali date una forma di pizza circolare (circa 20 cm), farcite con qualche cucchiaio di pomodori e richiudete a metà unendo i lembi come un raviolo, adagiateli su una teglia unta e cuocete in forno caldo a 180° per circa mezz'ora, appena sfornate le pagnotte, farcite la superficie con altri pomodori e servite calde.

domenica 11 novembre 2012

L'ESTETICA PARTENOPEA

Con pochi capelli--ZELLUSO
Senza capelli--MELLONE
Testa grande--CAPA 'E BOMBA
Testa grande 2--CAPA 'E VACCA
Testa piccola--CAPA R'AUCIELLO
Faccia paffuta--FACCIA 'E MUMMARA
Occhi sporgenti--UOCCHIO A PALLA
Fronte alta--FRONTE A FORA
Naso schiacciato--NASO 'E CANE
Naso adunco--NASO 'E PAPPAVALLO
Labbra sporgenti--MUSSO 'E PUORCO
Mento pronunciato--FACCIA 'E SGUESSERA
Orecchie a sventola--RECCHIA 'E PROVOLA
Con seno grande--ZIZZAGLIOLA
Torace sporgente--PIETTO 'E PALUMBO
Pancia grossa--PANZA 'E VIERME
Sedere grosso--CULACCHIONE
Cosce grosse--COSCE 'E PRUSUTTO
Gambe arcuate--COSCE A BANCARELLA
Con postura curva--SCARTELLATO
Difetto di pronuncia--ZEPPOLA MMOCCA
Piedi piatti--PIER A PAPERA

RIGATONI NAPOLETANI CON PEPERONI AL FORNO

1 Kg. di peperoni,
20 olive bianche,
una manciata di capperi,
1 spicchio d'aglio,
100 gr di pecorino di Pienza grattugiato,
olio evo,
sale qb,
2 cucchiai di pangrattato,
300 gr di rigatoni napoletani.

Arrostire i peperoni sulla piastra o in forno secondo le proprie abitudini, immediatamente dopo averli scottati chiuderli in una casseruola e lasciarli raffreddare. Successivamente spellarli, pulirli dai semi e tagliarli a striscioline.
In una padella mettere abbondante olio evo con l'aglio, i capperi e le olive denocciolate e tagliate a pezzetti e lasciare insaporire qualche minuto, unire poi i peperoni, farli saltare per qualche minuto, correggere di sale. Metterne la metà in una terrina e l'altra metà lasciarli in padella.
Lessare la pasta al dente e versarla nella padella con i peperoni, unire il pangrattato e parte del pecorino, mescolare e versare in una pirofila da forno, coprire la superficie con i restanti peperoni, il restante pecorino e mettere in forno 15 minuti circa, servire caldi.

COLOMBINE ALLA CREMA

Dose per due stampi piccoli.
300 gr. farina,
200 gr. zucchero,
3 uova,
1 fialetta aroma limone,
1 yogurt al naturale,
1 vasetto (quello dello yogurt )di olio di mais,
1 bustina di lievito per dolci.

Crema:
250 ml latte scremato,
2 tuorli,
40 gr farina,
80 gr di zucchero,
qualche goccia aroma limone.

Montare le uova con lo zucchero, aggiungere poi lo yogurt, l'olio e l'aroma,  infine versare la farina e il lievito setacciato e amalgamare con cura.
Versare il composto in due stampi per colomba da 500 gr e cuocere in forno a 180° per 45 minuti circa.
Intanto in una terrina montare i tuorli con lo zucchero, unire la farina e mescolare bene, mettere a scaldare il latte con l'aroma ed appena accenna al bollore, allontanare dal fuoco e versare il composto, amalgamare bene rimettere sul fuoco e fare addensare.
Riempire una siringa per dolci con la crema ed appena sfornate le colombine farcirle in diversi punti, essendo calde è facile farcirle con la siringa come si fa per i bignè. Spolverizzare con zucchero al velo.n

TORTA CON PERINE ALLO ZENZERO



200 gr. farina,
2 uova,
100 gr. zucchero,
1 tazzina di latte,
1 tazzina di olio di mais,
1/2 bustina di lievito per dolci,
aroma vaniglia,
1 vasetto di perine allo zenzero trecase,
100 gr di cioccolato al latte.

Montare le uova con lo zucchero fino a renderle spumose, aggiungere poi il latte, l'olio, l'aroma e per ultimi la farina ed il lievito setacciato.
Ungere una teglia di 24 cm. versare il composto, sistemare a raggiera le pere facendole affondare leggermente nell'impasto, cuocere in forno caldo a 180° per 30 minuti circa.
Appena sfornata sciogliere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde e distribuirlo approssimativamente sulla torta e servire.

sabato 10 novembre 2012

IL PORTO SEPOLTO


Vi arriva il poeta
E poi torna alla luce con i suoi canti
E li disperde

Di questa poesia
Mi resta
Quel nulla
Di inesauribile segreto.
 GIUSEPPE UNGARETTI 1916

Il porto è simbolo di ciò che resta segreto e indecifrabile nell’animo umano, da cui il poeta, trae ispirazione per i suoi canti.
Quindi la poesia nasce dal riconoscimento di un mistero o rappresenta lo sbocco di un sofferto itinerario di ricerca della verità; ma di questa verità, racchiusa all’interno dell’uomo, si riesce a cogliere un eco appena ,quel nulla / d’inesauribile segreto.

ZUCCHINE NARCISE


4 zucchine tonde,
1 uovo,
100 gr provolone a dadini,
100 gr prosciutto cotto a dadini,
1 cucchiaio di parmigiano gratt.
1 cucchiaio pecorino gratt.
3 cucchiai pangrattato,
sale,
pepe,
basilico,
olio eco.

Laviamo le zucchine e tagliamo la parte superiore con il picciolo che metteremo da parte,togliamo la polpa con un coltello ed uno scavino e teniamola da parte,saliamole all'interno e adagiamole in una pirofila
 da forno,intanto riduciamo a pezzetti la polpa e passiamola in padella con un filo d'olio e sale,lasciamola appassire e poi amalgamiamo insieme tutti gli ingredienti:pane,uovo,formaggi,basilico tritato,sale,pr. cotto , pepe,e per ultima la polpa intiepidita.
Riempiamo le zucchine,chiudiamo con le calotte tenute da parte,saliamo l'esterno,uniamo un filo d'olio e passiamo in forno caldo a 250° per circa 20 minuti.

MUD CAKE


 La mud cake (torta di fango) è un dolce di origine inglese, una torta molto compatta e gustosa a base di cioccolato fondente. Gli americani usano questo tipo di dolce come base per torte decorate con pasta di zucchero anche a più piani, data la sua consistenza robusta e soda.

Attualmente ne esistono anche versioni al cioccolato bianco, al cocco ed altri gusti.
Quella che descrivo e che ho realizzato è la ricetta della nota cake designer Toni Brancatisano, diventata famosa oltre che per la sua bravura, anche perchè conduce una rubrica sul canale gambero rosso, in cui realizza molte torte e dolcetti.

Ingredienti per una tortiera da 24 cm.:

150 grammi di cioccolato fondente
400 grammi di zucchero
250 ml. di latte
250 grammi di burro
200 grammi di farina
1 bustina di lievito
100 grammi di cacao amaro
2 uova intere

Scioglere in un pentolino  burro, cioccolato, zucchero e latte, senza far raggiungere il bollore. Lasciare
raffreddare il composto e aggiungere farina, cacao, lievito e le uova una alla volta, mescolare bene il tutto e versare in una tortiera imburrata, infornare a 160 gradi per almeno un'ora.

mercoledì 7 novembre 2012

FARFALLE CON CREMA DI ZUCCHINE E FIOCCHI DI LATTE in cialda di parmigiano.


Il piatto unico è un pietanza che associa in un'unica portata i nutrienti più importanti per il nostro fabbisogno nutritivo quotidiano, ossia tutti quei  i macronutrienti, come carboidrati, proteine e grassi, insieme alle fibre alimentari delle verdure, che anzichè essere serviti in più portate, vengono raggruppati in unico piatto.
Questo tipo di preparazione spesso risulta anche pratica per chi non ha molto tempo per soffermarsi a tavola, soprattutto a pranzo, con il vantaggio però di saziare a sufficienza senza indurre a inutili e dannosi spiluccamenti prima di giungere a cena.
Per il mio piatto occorrono:
3 zucchine circa 600 gr.
100 gr di speck,
200 gr di fiocchi di latte,
100 ml di latte scremato,
1 cucchiaio raso di farina,
due cucchiai di basilico tritato,
mezzo bicchiere di vino bianco,
sale, pepe,
olio evo e aglio,
300 gr di farfalle di martino.
CIALDA:
4 cucchiai di parmigiano per ogni cialda.

Lavare e spuntare le zucchine, tagliarle a julienne con l'apposita grattugia, in una capiente padella versare un filo d'olio, aggiungere lo spicchio d'aglio, lo speck a striscioline e lasciare ammorbidire, unire poi le zucchine, amalgamare qualche minuto e poi sfumare con il vino, aggiungere il basilico, lasciare cuocere pochi minuti poi unire i fiocchi di latte, mescolare bene e lasciare amalgamare qualche minuto, aggiungere poi la farina,  mescolare velocemente e versare il latte caldo, fare addensare il tutto, salare e pepare.
A parte mettere a scaldare una padella antiaderente e quando è abbastanza calda versare il parmigiano
lasciare che si fonda uniformemente formando un disco irregolare. Poi giralo con una spatola sottile per cuocerlo pochi istanti sull'altro lato. Trasferire la cialda su una ciotola rivestita con carta forno e lasciare che si raffreddi assumendo la forma della ciotola.
Lessare le farfalle, mantecarle nella padella con la crema di zucchine e versarle nelle cialde che fungeranno da piatto. Vedrete che saranno così buone che mangeranno anche il piatto.

CHERRY PIE di Dale Cooper

Twin Peaks, il ritorno Il grande ritorno della creatura di David Lynch e Mark Frost è stato lanciato così, con poco indizi che hanno scombu...