sabato 28 aprile 2012

I BAMBINI IMPARANO CIO' CHE VIVONO


I bambini imparano ciò che vivono :-)

Se i bambini vivono con le critiche,
imparano a condannare.

Se i bambini vivono con l'ostilità,
imparano a combattere.

Se i bambini vivono con la paura,
imparano ad essere apprensivi.

Se i bambini vivono con la pietà,
imparano a commiserarsi.

Se i bambini vivono con il ridicolo,
imparano ad essere timidi.

Se i bambini vivono con la gelosia,
imparano cosa sia l'invidia.

Se i bambini vivono con la vergogna,
imparano a sentirsi colpevoli.

Se i bambini vivono con la tolleranza,
imparano ad essere pazienti.

Se i bambini vivono con l'incoraggiamento,
imparano ad essere sicuri di se.

Se i bambini vivono con la lode,
imparano ad apprezzare.

Se i bambini vivono con l'approvazione,
imparano a piacersi.

Se i bambini vivono con l'accettazione,
imparano a trovare amore nel mondo.

Se i bambini vivono con il riconoscimento,
imparano ad avere un obiettivo.

Se i bambini vivono con la partecipazione,
imparano ad essere generosi.

Se i bambini vivono con l'onestà e la lealtà,
imparano cosa sia verità e giustizia.

Se i bambini vivono con la sicurezza,
imparano ad avere fede in se stessi
e in coloro che li circondano.

Se i bambini vivono con l'amichevolezza,
imparano che il mondo è un posto
bello in cui vivere.

Se i bambini vivono con la serenità,
imparano ad avere tranquillità di spirito.

(Dorothy L. Nolte)

martedì 24 aprile 2012

PESI E MISURE



Un cucchiaio:
10-12 ml di liquidi
6 gr di zucchero a velo, pangrattato e formaggio grattugiato
8 gr di fecola e cacao
10 gr di farina bianca, olio e sale fino
12 gr di zucchero, sale grosso, uvetta, frutta secca tritata e panna liquida
15 gr di pastina, riso e burro (anche fuso)
20 gr di miele e confettura.
Un cucchiaino:
4 ml di liquidi
5 gr di sale grosso
3 gr di fecola e zucchero a velo, lievito in polvere
4 gr di farina bianca, zucchero, sale fino e olio
7 gr di confettura e miele
Una tazza:
240 ml di liquidi
120 gr di formaggio grattugiato, panna montata, pangrattato e burro (anche fuso)
280 gr di riso
300 gr di zucchero 
Una tazzina:
80 ml di liquidi
40 gr di farina bianca
70 gr di zucchero
Una manciata:
20 gr di pastina
30 gr di farina bianca
40 gr di riso
80 gr di spaghetti
40 gr uvetta
Quanto pesa ?
La cup americana corrisponde all'incirca a 230 ml.
1 litro di olio = 900 gr.
1 litro di acqua = 1 chilo
una noce di burro...........15 gr
un uovo..........................60 gr
una carota media............70 gr
un bicchiere di olio.......100 gr
una cipolla media..........120 gr
una zucchina media.......130 gr
una patata media............150 gr
un'arancia media............180 gr
un pomodoro medio.......180 gr
una melanzana media......250 gr
POI
3 cucchiaini da caffè = 1 cucchiaio da minestra
16 cucchiai da minestra = 1 tazza da caffè/latte
2 tazze = mezzo litro
4 tazze = 1 litro
1 bicchiere da acqua = 200 ml.
1 bicchiere da vino = 100 ml.
1 zolletta di zucchero = 6 gr circa
Peso delle uova:
1 uovo intero 55/60 gr. circa
1 tuorlo 20 gr. circa
1 albume 30 gr. circa.

TORTA DI CAROTE

 - La primavera non vuole arrivare, la pioggia è battente e il freddo è ancora pungente e spesso i bambini diventano insofferenti alla prospettiva di giocare sempre in casa. 
Allora per ovviare al piccolo dramma, perchè non inventarci una merenda con alcuni piccoli amici e giocare al pic-nic in salone? 
La merenda la prepariamo dolce, che conforta di più e scaccia il grigiore del tempo. 
Dolce sì, ma sempre con un occhio attento all'alimentazione sana, così decidiamo di preparare una deliziosa torta alle carote, del resto le carote fanno molto bene ai bambini perchè ricche di vitamina A, B, PP ed E, importanti per proteggere la vista, la pelle, per la formazione di ossa e denti e per aumentare le difese immunitarie, dunque un vero concentrato di sostanze benefiche. 
Allora prepariamo gli ingredienti per una torta di circa 30 cm. 

250 gr. farina, 
250 gr. zucchero, 
250 gr. carote dolci, 
3 uova, 
100 gr. mandorle oppure noci tritate, 
80 gr. olio di mais, 
80 gr. latte scremato, 
aroma vaniglia, 
1 bustina di lievito per dolci. 

Lavate le carote, eliminate le estremità e pelatele con un pelapatate, tritatele con 50 gr di zucchero e tenetele da parte, tritate le noci o mandorle e tenete anch'esse da parte, intanto montate le uova con lo zucchero, unite l'olio, il latte, l'aroma, la farina e per ultimo il lievito setacciato, A questo punto incorporate con una spatola le carote e le mandorle, ungete una teglia di 30 cm e mettete in forno caldo a 180° per circa 40 minuti. 
Sformate su un vassoio e spolverizzate con zucchero al velo, per realizzare la carota sulla superficie, ritagliate su un foglio di cartaforno una carota, adagiatela sulla torta e poi spolverizzate, infine alzate la carota di carta. 

Disponete qualche plaid sul pavimento e divertitevi con i vostri bambini. 
 

domenica 22 aprile 2012

TORTA RUSTICA AGLI SPINACI


RIPIENO:

1 KG spinaci freschi mondati, lavati e sbollentati,
250 gr ricotta,
2 uova,
70 gr parmigiano,
aglio,
olio evo,
sale.

PASTA BRISE':

250 gr farina,
100 gr burro o vallè,
70 gr di acqua fredda,
1 pizzico di sale.
Pasta brisè con il bimby:
versare nel boccale la farina e poi gli altri ingredienti, impastare 20 sec. a velocità 4, avvolgere l'impasto nella pellicola e lasciarlo riposare in frigo 15 minuti.
Pasta brisè mia:
mettere la farina sulla spianatoia, fare la fontana e mettere al centro tutti gli ingredienti, lavorare velocemente e ottenere un impasto liscio e morbido, avvolgerlo nella pellicola e porre in frigo a riposare.

 Intanto strizzare gli spinaci per eliminare l'acqua in eccesso e saltarli pochi minuti in padella con aglio, olio e sale. Quando sono intiepiditi aggiungere le uova, la ricotta,il parmigiano ed un pizzico di sale, amalgamare bene il tutto. Riprendere la pasta, dividerla in due parti, una più grande con la quale foderare una teglia di 24cm . riempire con il composto di spinaci , livellare e coprire con l'altra parte di pasta più piccola. Sigillare il bordo con i rebbi di una forchetta, bucherellare la superficie e cuocere in forno caldo a 180° per 30 minuti circa

martedì 17 aprile 2012

TRAMEZZINO FILANTE


2 confezioni di pane per tramezzini,
250 gr di prosciutto di praga,
300 gr di fior di latte di Agerola,
3 uova,
parmigiano,
sale.

In una teglia da forno rettangolare (32x24 la mia) unta con burro, sistemate due rettangoli di pane, copriteli con prosciutto cotto, fior di latte a fette, ricopriteli con altro pane, ancora prosciutto e fior di latte e di nuovo pane,  poi sbattete 3 uova con sale e parmigiano e versatele sulla superficie , mettete in forno caldo a 200° 15/20 minuti circa. Tagliate a quadretti e servite caldo......anche freddo è gustoso.

POLPETTONE DI TONNO

3 scatole di tonno da 160 gr.
150 gr di pane raffermo o pancarrè,
2 patate lessate e schiacciate,
50 gr di parmigiano,

Lessate le patate, sbucciatele e schiacciatele.
Mettete il pane in un robot e tritatelo, passatelo poi in una terrina e unite le patate, il tonno sgocciolato, il parmigiano e amalgamate fino ad ottenere un composto omogeneo.Preparate un foglio di carta forno, sistematevi sopra il composto e formate un tronchetto, arrotolatelo e sigillatelo come una caramella alle estremità. Ponetelo in una teglia da forno e cuocetelo 20 minuti circa a 180°. Lasciatelo intiepidire, scartocciatelo e affettatelo.

Versione con il bimby, impastate il tutto con il bimby, poi preparate due tronchetti, (altrimenti uno grande non entra nel waroma),  sistemateli nel waroma e cuoceteli a temperatura waroma per 20 minuti, lasciateli raffreddare e  affettate.

martedì 3 aprile 2012

TORTA CREMA E AMARENE

- La Pasqua napoletana, separata dal suo valore religioso, non essendo questa la sede adatta per parlarne, se osservata solo nel suo aspetto godereccio, rappresenta un risveglio del gusto. 
Numerose sono le preparazioni tipiche del periodo, sia dolci che salate, e tra le dolci la più nota è senz'altro la pastiera, simbolo della primavera. 
C'è un dolce però che, pur essendo meno noto alla letteratura gastronomica, è sicuramente conosciuto nelle tradizioni familiari. Infatti, in molte famiglie partenopee a Pasqua si prepara la 'pizza di crema e amarene'. 
Le nostre nonne definivano pizze tutte le preparazioni di forma piatta e circolare, quelle che oggi chiamiamo semplicemente crostate o torte. 
Da questa 'pizza' i pasticceri hanno ideato il famoso pasticciotto monoporzione. 
Oggi invece è tornata alla ribalta la consuetudine di preparare questo dolce nel periodo di Pasqua, grazie anche al noto pasticcere Salvatore De Riso, che l'ha rivisitata e riproposta nella sua pasticceria. 
Naturalmente ognuno possiede la propria ricetta, anche se gli elementi base rimangono: la pasta frolla, la crema pasticcera e le amarene. 
La versione che propongo è come sempre la ricetta ereditata da mia nonna. 

PASTA FROLLA: 
300 gr. farina, 
150 gr. zucchero, 
100 gr. burro, 
1 tuorlo, 
1 uovo intero, 
1/2 bustina di lievito per dolci, 
scorza grattugiata di un limone biologico. 

CREMA: 
500 ml. latte parzialmente scremato, 
4 tuorli, 
160 gr. zucchero, 
80 gr. di amido di mais oppure farina, 
aroma vaniglia, 
una noce di burro unita a fine cottura, fuori dalla fiamma. 
qualche cucchiaio di confettura di amarene oppure amarene in sciroppo. 

Preparare la pasta frolla, mettere la farina sulla spianatoia, fare la fontana e inserire al centro tutti gli ingredienti, amalgamarli velocemente, ottenendo una pasta liscia, riporla in frigo a riposare. 

Intanto preparare la crema, mescolare insieme lo zucchero, le uova, l'amido e la vaniglia, ottenere una crema liscia, scaldare il latte ed appena accenna al bollore allontanarlo dal fuoco e incorporare la crema, rimettere sul fuoco e mescolando di continuo fare addensare, togliere dal fuoco e unire il burro. 

Riprendere la pasta, dividerla in due parti disuguali, una più grande per la base e l'altra per la copertura. 
Con la parte grande, dopo averla stesa, foderare una teglia di 24 cm. distribuire sul fondo la confettura o le amarene con un po' di sciroppo se avete optato per quelle sciroppate, versare la crema a coprire, stendere la pasta tenuta da parte e sigillare la torta, chiudere il bordo schiacciandolo con i rebbi di una forchetta e porre in forno caldo a 180° per circa 20 minuti. 
Servire spolverizzata con zucchero al velo. 
 

lunedì 2 aprile 2012

LO STRUSCIO A TOLEDO

 Nella settimana santa, che ha inizio con la domenica delle Palme e termina con il sabato santo, sono tanti gli eventi religiosi che celebrano la passione, morte e risurrezione di Cristo. Questi eventi sono universalmente celebrati in tutte le culture cristiane, ma spesso sono affiancati da usi e tradizioni locali, che ben mescolano la religione con il folklore, senza che però l'una prevalga sull'altro. 
A Napoli c'è una tradizione che nasce nel 1700 e che ancora oggi si rispetta, seppure con qualche appunto moderno: sto parlando dello 'struscio' pronunciato con l'accento sulla u. 
Lo struscio è una lunga passeggiata per i negozi (ovvero lo shopping), intervallato da almeno tre soste in tre chiese diverse, in pratica il giovedì santo ci si dedica ai sepolcri cioè si visitano un numero dispari di chiese (minimo 3) e tra una visita e l'altra si passeggia, si sosta a degustare un caffè con la sfogliatella e si fa shopping rigorosamente in compagnia. Verso sera si conclude lo struscio in pizzeria a consumare una deliziosa pizza, come quella che vedete raffigurata nella foto, che è di Gino Sorbillo, a mio parere uno dei migliori pizzaioli napoletani. 
Questa tradizione è in uso in tutta la provincia, ma ha origine a Napoli in via Toledo che è una delle più grandi arterie del centro storico, lunga circa 1200 metri, e quasi esclusivamente ad uso pedonale. La storia narra che nel 1700 fu imposto il divieto di transito con cavalli e carrozze in via Toledo, durante la settimana santa. Allora, essendo una strada affollata, si camminava molto vicini e con passi che sembravano più uno strusciare i piedi per terra che il semplice camminare, inoltre quella era l'occasione per molti per fare sfoggio di vestiti nuovi. Da qui l'espressione 'o struscio a Tuledo' per indicare quando una persona si pavoneggia allo scopo di farsi notare camminando per strada. Oggi via Toledo è una delle strade più belle di Napoli, viene definita il salotto buono della città ed è meta per molti di shopping (che noi donne amiamo) e non solo il giovedì santo. Però per molti napoletani lo struscio con pizza serale è un culto che va rispettato e noi, ben volentieri, rispettiamo. 

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