martedì 13 febbraio 2018

PLUM CAKE CON FARINA DI RISO

250 gr di farina di riso,
4 uova,
150 gr di zucchero,
160 gr olio di girasole,
1 arancia il succo,
1 limone il succo,
100 gr di arancia e cedro candito,
1 bustina di lievito per dolci,
200 gr di cioccolato bianco per glassare.
In una terrina mescolare bene uova e zucchero, unire poi l'olio, i succhi e amalgamare, infine aggiungere la farina con il lievito setacciato.
Riempire uno stampo grande da plumcake e cuocere in forno già  caldo a 175° per circa 50 minuti.
Sfornare, adagiare su di un vassoio e coprire con il cioccolayo fuso.

lunedì 12 febbraio 2018

FRITTATINA DI PASTA NAPOLETANA


DOSI per 12/13 frittatine rettangolari con i lati 5x6 e alte 3 cm.
250 gr di bucatini cotti al dente,
650 gr besciamella (500 ml latte fresco intero, 100 gr farina, 50 gr di burro, sale , pepe, parmigiano, noce moscata), in una casseruola far sciogliere il burro, versare la farina e farla tostare, versare il latte caldo e mescolare fino a che si addensa il tutto, salare, pepare e profumare con un pizzico di noce moscata, fuori dal fuoco aggiungere parmigiano secondo i gusti.
50 gr di pr. cotto a dadini,
7/8 cucchiai di ragù alla bolognese con piselli.

farina, uova e pangrattato per impanare.

Spezzare i bucatini in due e lessarli in acqua salata lasciandoli al dente.
Scolarli ed unirli alla besciamella ed agli altri ingredienti.
versare la pasta condita in una pirofila, livellare la superficie e porre in frigo a riposare due ore.
Successivamente tagliare la pasta in rettangoli e impanarli prima nella farina poi nell'uovo e infine nel pangrattato, friggere in abbondante olio caldo.

lunedì 5 febbraio 2018

SABBIOSA SALSICCIA E FRIARIELLI

300 gr farina,
1/2 bustina di lievito istantaneo  per salati,
80 ml olio di girasole o mais,
60 ml latte scremato,
60 gr parmigiano,
Sale.
Farcitura:
2 salsiçce,
400 gr di FRIARIELLI napoletani già  puliti.
Qualche fettina di formaggio o provola.
In una padella unire uno spicchio d'aglio ad un filo d'olio e cuocere i FRIARIELLI con
la salsiccia a rondelle, salare e tenere da parte.
In una terrina unire la farina ,il lievito il parmigiano, il sale, l'olio e il latte, mescolare fino ad ottenere un composto sabbioso.
Foderare con cartaforno Una teglia di 24 cm e versare metà  composto, livellarlo e schiacciarlo bene, distribuire sopra i friarielli con le salsicce e il formaggio, aggiungere l'altra metà  del composto, livellarlo e schiacciarlo.
Cuocere in forno già  caldo a 180° per circa 35/40 minuti.

SABBIOSA ALLE MELE

400 gr farina,
150 gr zucchero,
mezza bustina lievito per dolci,
2 uova,
100 ml. olio di girasole o mais.
Farcitura:
600 gr di MELE annurche,
2/3 cucchiai di zucchero,
succo di mezzo limone,
Una manciata di uvetta,
1 fialetta rum,
2/3 tazzine d'acqua

In una padella mettere le MELE tagliate a dadini, lo zucchero, il succo, l'uvetta, la fialetta e l'acqua, mescolare e cuocere per circa 15 minuti.
In una terrina unire la farina con lo zucchero, il lievito, le uova e l'olio, mescolare tutti gli ingredienti  e formare un composto sabbioso.
In una teglia di circa 24 cm stendere un foglio di carta forno e sistemare metà  del composto sabbioso, distribuirlo su tutta la superficie e schiacciarlo per farlo aderire alla teglia, distribuire le MELE e su di esse un altro strato di composto sabbioso, livellarlo e schiacciarlo, cuocere in forno già  caldo a  180°.

lunedì 15 gennaio 2018

LASAGNA NAPOLETANA


Carnevale senza lasagne non vale, ordunque il nostro Carnevale ha inizio il 17 gennaio, giorno di S.Antonio Abate. In questa occasione ancora in molti quartieri si usa preparare un grosso fuoco (detto "fuocarazzo") per bruciare simbolicamente il vecchio dell'anno passato e purificarsi per il nuovo anno, non a caso fino al giorno ultimo del Carnevale, che coincide con il martedì grasso, è concesso esagerare con gli eccessi a tavola.
Queste usanze si rifanno alle consuetudini dell'aristocrazia napoletana in atto già nel XVI secolo, quando i nobili si mascheravano e festeggiavano con balli, tornei e lussuosi ricevimenti. Con il tempo il Carnevale ha assunto aspetti più folcloristici ed è entrato a pieno titolo anche nella tradizione culinaria con piatti che lo caratterizzano come appunto lasagna. Inizialmente nasce come tipo di pasta impastata con farina ed acqua, tagliata a lagana (ossia larga sfoglia sottile) e tirata a mano, poi i maccaronari al Sud iniziarono a produrre la lasagna lunga, ruvida e riccia ai lati, l'aggiunta delle uova nell'impasto e la caratteristica forma rettangolare è da attribuire ai cuochi del Nord.
La lasagna è uno di quei piatti per i quali ognuno possiede la propria ricetta, ma c'è una regola che vale per tutte le ricette, un buon ragù come base per farcirla e per ragù si intende quello vero napoletano e non "a carne c' 'a pummarola" come diceva Eduardo De Filippo, che è un'altra cosa.
DOSI per una teglia grande per 12 e più persone.

RIPIENO:
1500 kg di ricotta
800 gr. di provola
800 gr. di salsicce
5 uova sode
qualche fetta di salame napoletano,
parmigiano,
sale,
pepe.

POLPETTINE ;
500 gr. di carne tritata
pane raffermo
2 uova
5 uova sode
4 cucchiai di parmigiano,
sale, pepe.

Pasta secca tipo lasagne orlate circa 1500 kg
ragù napoletano oppure, per chi non ha tempo, circa tre litri di salsa con aglio, olio e basilico.

Preparazione:
il giorno prima è consigliabile preparare il ragù se si preferisce fare le lasagne alla napoletana.
Lessare le lasagne in acqua e olio molto al dente, sistemarle su di un canovaccio l'una accanto all'altra.

Preparare le polpettine unendo alla carne tritata 2 uova, del pane raffermo ammollato, sale e parmigiano, friggerle e tenerle da parte.

Schiacciare la ricotta con una forchetta aggiungendo un pò di salsa, il pepe e il parmigiano.

In un'altra padella cuocere le salsicce con un filo d'olio e poi tagliarle a rondelle.

Prendere una capiente teglia rettangolare, mettere un pò di salsa sul fondo e sistemare un primo strato di pasta, farcire con la ricotta, salsicce, uova sode, salame e parmigiano, poi ancora uno strato di pasta, altra ricotta con polpettine, provola, parmigiano e un pò di salsa; procedere con gli strati fino ad esaurimento di tutti gli ingredienti, completare con abbondante sugo, parmigiano e pepe; mettere in forno a 200°/220° per i primi 15 minuti coperta e poi senza coperchio finchè forma una sottile crosticina.

Servire calda accompagnata da altra salsa per chi la preferisce.

DOSE PER UNA TEGLIA  22X30 6/8 persone (versione " light" con polpettine e salsiccette al forno, senza uova e salame).
700 gr di ricotta
500 gr di salsiccette
250 trita per polpettine (125 circa di pane raffermo, un uovo, sale, prezzemolo tritato, parmigiano)
500 gr di provola
300 gr pasta Garofalo sfoglie 16x8 cm
3 bottiglie sugo torrente..
Parmigiano,
sale, pepe.
Preparare il sugo con aglio, olio.
In una terrina ammorbidire la ricotta con due mestoli di sugo, sale se n
Ecesario e parmigiano.
Preparare le polpettine e cuocere in forno, cuocere anche le salsiccette in forno.
 In una capiente casseruola portare a bollore acqua con un filo d'olio  e lessare
 le sfoglie  poche per volta per circa tre minuti circa, scolarle e adagiate su fogli di carta forno.
Prendere la teglia e versare sul fondo un po' di salsa, sistemare 4 sfoglie leggermente sovrapposte l'una accanto all'altra, distribuire un po'  di ricotta, provola, polpette, salsiccette a pezzetti, un pochino di sugo e chiudere con altra pasta, continuare fino ad esaurimento ingredienti, finire con pasta, sugo e parmigiano, passare in forno a 200° per circa 30 minuti.

domenica 14 gennaio 2018

INVOLTINI ALLA SENAPE CON CUORE DI MELA




10 fettine di vitello sottili,
10 spicchi di mela tipo melinda,
asiago grattugiato,
senape forte,
sale,
pepe,
noce moscata,
zucchero,
olio evo,
latte scremato,
1 cucchiaino di maizena.

Sbucciare la mela e tagliarla a spicchi, in una padella antiaderente sistemare gli spicchi, spolerizzarli con sale, pepe, noce moscate e zucchero e lasciarli rosolare da entrambi i lati.
Intanto sistemare le fettine su di un vassoio, condirle con un cucchiaino di senate, una grattugiata di asiago e la mela, arrotolare ogni fettina e creare gli involtini.
Ungere lievemente il fondo di una padella, fare scaldare e adagiare gli involtini, rigirarli velicemente e unire un pò di latte caldo.
Adagiare gli involtini in una pirofila e lasciare la padella sul fuoco lento, preparare mezzo bicchiere di latte freddo e sciogliervi dentro un cucchiaino di maizena, unirlo al sugo in padella, salare pepare e cuocere pochi secondi, versare sugli involtini e servire caldi.

ARROSTO IN PENTOLA



Dosi per 2 persone 

600 gr  di lacerto di coscia legato
1 bicchiere scarso di vino bianco a temperatura ambiente
1/2 l di brodo bollente
2 cucchiai abbondanti di battuto con carota, sedano, cipolla
2 cucchiai di olio evo

In una casseruola versate l'olio, aggiungete il battuto e scaldate.
Quando inizierete a sentire il profumo degli odori, adagiate la carne sul fondo della casseruola. 
Fate rosolare a fuoco vivace su tutti i lati, fino a che la superficie della carne non sarà ben dorata. 

Terminata la rosolatura abbassate la fiamma e versate il vino che deve rigorosamente essere a temperatura ambiente, o influirà negativamente sulla cottura, fate evaporare e lasciate cuocere l'arrosto nel vino per qualche minuto.
A questo punto munitevi di un mestolo e iniziate ad irrorare l'arrosto con del brodo (anche l'acqua calda può andar bene). Fatelo spesso, un mestolo di brodo alla volta, lasciando evaporare un po' e poi aggiungendo dell'altro brodo. In questa fase potete utilizzare un coperchio, ma ricordatevi di non coprire mai completamente la casseruola, o l'arrosto si lesserà invece di cuocere dorandosi.
Continuate ad irrorare e a cuocere, lentamente e dolcemente, per almeno  1 ora e mezza. Più prolungherete la cottura più la carne diventerà tenera.
Quando l'arrosto sarà pronto trasferitelo su un tagliere, affettatelo e sistematelo su un piatto da portata. Filtrate il sugo bruno e saporito che avrete sul fondo della casseruola e irrorate l'arrosto.

sabato 13 gennaio 2018

IL CROCCHE'

 - Il crocchè è uno di quei piatti tipici napoletani che per la loro duttilità del gusto non hanno una collocazione precisa in un menù giornaliero.
Infatti può succedere che mentre si fa shopping durante le ore del mattino si possa sostare in un bar o rosticceria per comprarsi un crocchè, oppure si può chiedere come antipasto prima di consumare un pranzo o una cena od anche si può consumare dopo la pizza in una serata appunto in pizzeria, insomma il crocchè (come si dice a Napoli) ci azzecca sempre.
Forse ciò è dovuto alla sua semplice composizione fatta di patate e pecorino con cuore di fiordilatte.
Naturalmente nessun accostamento con quelle crocchette fatte con fiocchi di patate e dalla forma perfettamente cilindrica: i panzarotti si fanno a mano.
Anche la grandezza cambia, quelli grandi hanno il ripieno di mozzarella, quelli piccoli invece hanno il prezzemolo tritato nell'impasto e niente mozzarella.

Ingredienti:
1kg patate rosse,
2 tuorli,sale,
pepe,
parmigiano e pecorino grattugiati,
prezzemolo tritato (facoltativo),
pezzetti di fiordilatte asciutti,
pangrattato,
albumi per l'impanatura,
olio per friggere.

Lessare le patate senza farle sfaldare,sbucciarle ancora calde e schiacciarle con lo schiacciapatate, unire i tuorli, il parmigiano, il pecorino, il prezzemolo, sale pepe e amalgamare bene.
Modellare piccole parti di impasto con le mani formando dei cilindri di circa 8/9 cm, porre al centro un pezzetto di fior di latte, sigillare bene, passarli nell'albume poi nel pangrattato e friggerli in olio ben caldo.
Se invece si vogliono fare quelli piccoli basta farli di circa 3/4 cm senza fiordilatte e sono ottimi da servire negli aperitivi.
Alcuni includono negli ingredienti un po' di farina o fecola per farli legare bene, niente di più errato, il sapore cambia e non lo dico io ma i più importanti cuochi napoletani.

giovedì 11 gennaio 2018

FAGIOLI E SCAROLE

La  zuppa di fagioli e scarole è uno di quei piatti nati dalla cucina povera che,racchiude una saggezza straordinaria.E' noto che prima di diventare maccaronari,i napoletani erano chiamati mangiafoglie perchè le verdure a foglia larga,data anche la facile reperibilità rappresentavano la base della loro alimentazione.La scarola poi era addirittura considerata medicamentosa,tant'è vero che a Napoli si chiama "sciacqua panz"(ossia depura l'intestino).Ecco che allora abbinarla ai fagioli(carne dei poveri),era un perfetto connubio per diventare un piatto unico,adatto a saziare e nutrire al contempo.
Naturalmente nel girovagare tra le province campane questa zuppa ha assunto varianti diverse a seconda delle esigenze di chi la consumava e in relazione anche al clima,dunque c'è chi l'ha arricchita con prosciutto crudo,chi con il lardo e chi addirittura con piedino ed altre parti del maiale.A napoli l'unico arricchimento era il pane duro da disporre sul fondo del piatto su cui versare la zuppa.Oggi molti usano i crostini.

Ingredienti per 4 persone
300 gr circa di fagioli cannellini già lessati
300gr di scarole liscie appena stufate
olio evo
aglio
sale
peperoncino
pane casareccio raffermo(oppure mia versione pane anche fresco a fette tostato e condito con sale e olio)
io completo con del parmigiano ma non è previsto dalla ricetta...

Lessate i fagioli dopo un ammollo di 12 ore,scolateli conservando un pò d'acqua di cottura,lavate e stufate la scarola con poca acqua,scolatela e tenetela da parte.
in un tegame capiente rosolate un pò d'aglio nell'olio,unite la scarola e poi i fagioli,lasciate cuocere aggiungendo un pò d'acqua dei fagioli
amalgamate per circa dieci minuti,salate unite il peperoncino aggiungete ancora un pò d'acqua se necessario(altrimenti che zuppa è)
disponete il pane su du un piatto fondo e bagnate con la zuppa,completate con un filo d'olio e parmigiano se vi piace.


martedì 31 ottobre 2017

IL TORRONE DEI MORTI. O MURTICIELL


 Nella tradizione italiana ogni ricorrenza, sia essa religiosa che laica, ha un piatto tipico, spesso un dolce che la caratterizza.
Forse la spiegazione di ciò ce la fornisce Freud, lo studioso che, nel suo libro 'Totem e Tabù', afferma che la festa è un eccesso permesso, l'infrazione solenne di un divieto.
Infatti, quasi sempre i piatti delle ricorrenze sono particolarmente golosi e succulenti, e quindi rappresentano una trasgressione alla normale dieta quotidiana.
Ecco allora puntuale la ricorrenza del 2 novembre che a Napoli si festeggia con il cosiddetto 'torrone dei morti'.
Questa usanza vuole rappresentare il dono che i defunti farebbero ai cari vivi, nel giorno in cui questi ultimi li ricordano con la visita al cimitero.
Simbologia e tradizione quindi si fondono, e come per altre feste, in ogni famiglia napoletana non deve mancare il torrone.
La Campania ha una lunga storia legata al torrone che affonda le sue radici ai tempi dei Romani, infatti c'è la città di Benevento che ne è diventata simbolo.
Ma il torrone di cui parliamo per la festa dei defunti è diverso da quello classico, perchè è un dolce morbido in cui trionfa il cioccolato, unito a diversi aromi: si trova infatti al caffè, al pistacchio, alla mandorla, alla nocciola e tanti altri gusti creati dai maestri pasticceri. A Napoli è detto anche murticiell, forse per la tipica forma a cassetta che fa pensare ad una bara, inoltre è consuetudine radicata che nella settimana precedente tale festività, i fidanzati omaggino le proprie innamorate di un vassoio di torrone. Quello che propongo è un torrone bigusto, al cioccolato bianco e gianduia.

Per un torrone  bigusto da 26x10x6 di altezza occorrono:
300 gr. di cioccolato fondente,
300 gr. di cioccolato bianco,
400 gr. di crema alba (si trova in tutti i negozi che vendono articoli per pasticceria),
70 gr. di mini smarties,
100 gr. di nocciole intere,
50 gr. di crema per aromatizzare gianduia.
uno stampo per torrone oppure uno stampo a cassetta monouso tipo da plum-cake.

Sciogliere 200 gr di cioccolato fondente a bagnomaria o microonde, versarlo nello stampo e farlo aderire alle pareti ruotandolo in tutte le direzioni, far colare l'eccesso e raccoglierlo. Lasciare solidificare e ripetere l'operazione fino ad utilizzare tutto il cioccolato.
Porre in frigo, intanto scaldare 200 gr di crema alba, sciogliere 150 gr di cioccolato bianco e incorporarlo ad essa, unire gli smarties, riprendere il contenitore con il fondente e versare la crema, riporre in frigo o in freezer pochi minuti per rendere l'operazione più rapida.
Scaldare altri 200 gr di crema alba ed unirvi 150 gr di cioccolato bianco fuso e il gusto gianduia, amalgamare bene, unire le nocciole, riprendere il contenitore e versare sulla crema bianca la crema gianduia. Riporre di nuovo in frigo o freezer. Sciogliere altri 100 gr di cioccolato fondente, riprendere il torrone e fare un lieve strato sulla superficie, livellare bene e riporre in frigo due ore. Passate le due ore, capovolgere il torrone su di un vassoio ed eliminare il contenitore di alluminio. Servire a fette a temperatura ambiente, conservarlo fuori dal frigo nella remota possibilità che avanzi.
Per un torrone  da 26x10x6 al pistacchio :
300 gr cioccolato fondente,
300 gr cioccolato bianco,
400 gr crema alba,
100 gr di crema aroma pistacchio,
150 gr di mandorle pelate.
Sciogliere 200 gr di cioccolato fondente a bagnomaria o microonde, versarlo nello stampo e farlo aderire alle pareti ruotandolo in tutte le direzioni, far colare l'eccesso e raccoglierlo. Lasciare solidificare e ripetere l'operazione fino a utilizzare tutto il cioccolato.
Porre in frigo, intanto scaldare 400 gr di crema alba, sciogliere 300 gr di cioccolato bianco e incorporarlo ad essa, unire l'aroma pistacchio e amalgamare bene, aggiungere le mandorle. Dopo riprendere il contenitore con il fondente e versare la crema, riporre in freezer pochi minuti per rendere l'operazione più rapida.
 Sciogliere altri 100 gr di cioccolato fondente, riprendere il torrone e fare un lieve strato sulla superficie, livellare bene e riporre in frigo due ore. Passate le due ore, capovolgere il torrone su di un vassoio ed eliminare il contenitore di alluminio.
Per un torrone da 26x10x6 al gusto gianduia:
300 gr cioccolato fondente,
300 gr cioccolato bianco,
400 gr crema alba,
100 gr crema aroma gianduia,
200 gr nocciole.
Sciogliere 200 gr di cioccolato fondente a bagnomaria o microonde, versarlo nello stampo e farlo aderire alle pareti ruotandolo in tutte le direzioni, far colare l'eccesso e raccoglierlo. Lasciare solidificare e ripetere l'operazione fino a utilizzare tutto il cioccolato.
Porre in frigo, intanto scaldare 400 gr di crema alba, sciogliere 300 gr di cioccolato bianco e incorporarlo ad essa, unire l'aroma gianduia e amalgamare bene, aggiungere le nocciole.
 Dopo riprendere il contenitore con il fondente e versare la crema, riporre in freezer pochi minuti per rendere l'operazione più rapida.
 Sciogliere altri 100 gr di cioccolato fondente, riprendere il torrone e fare un lieve strato sulla superficie, livellare bene e riporre in frigo due ore. Passate le due ore, capovolgere il torrone su di un vassoio ed eliminare il contenitore di alluminio.
Per un torrone da 26x10x6 al gusto smarties:
300 gr cioccolato fondente,
300 gr cioccolato bianco,
400 gr crema alba,
150 gr di smarties mini.
Sciogliere 200 gr di cioccolato fondente a bagnomaria o microonde, versarlo nello stampo e farlo aderire alle pareti ruotandolo in tutte le direzioni, far colare l'eccesso e raccoglierlo. Lasciare solidificare e ripetere l'operazione fino a utilizzare tutto il cioccolato.
Porre in frigo, intanto scaldare 400 gr di crema alba, sciogliere 300 gr di cioccolato bianco e incorporarlo ad essa, unire gli smarties.
 Dopo riprendere il contenitore con il fondente e versare la crema, riporre in freezer pochi minuti per rendere l'operazione più rapida.
 Sciogliere altri 100 gr di cioccolato fondente, riprendere il torrone e fare un lieve strato sulla superficie, livellare bene e riporre in frigo due ore. Passate le due ore, capovolgere il torrone su di un vassoio ed eliminare il contenitore di alluminio.

Per un torrone da 26x10x6 al gusto CIOCCOLATO BIANCO, PISTACCHI, MANDORLE E NOCCIOLE SALATI:
300 gr cioccolato fondente,
300 gr cioccolato bianco,
400 gr crema alba,
100 gr mandorle pelate,
200 gr nocciole,
200 gr ( senza buccia, circa 400 gr di pistacchi con la buccia) di pistacchi tostati e salati.
In una padella antiaderente scaldare un filino d'olio di semi, versare le mandorle e tostarle pochi secondi, devono colorirsi, salarle e metterle da parte.
Nella stessa padella senza aggiungere altro olio tostare le nocciole allo stesso modo, salarle w tenerle da parte.
Sciogliere 200 gr di cioccolato fondente a bagnomaria o microonde, versarlo nello stampo e farlo aderire alle pareti ruotandolo in tutte le direzioni, far colare l'eccesso e raccoglierlo. Lasciare solidificare e ripetere l'operazione fino a utilizzare tutto il cioccolato.
Porre in frigo, intanto scaldare 400 gr di crema alba, sciogliere 300 gr di cioccolato bianco e incorporarlo ad essa, unire la frutta secca e amalgamare bene.
 Dopo riprendere il contenitore con il fondente e versare la crema, riporre in freezer pochi minuti per rendere l'operazione più rapida.
 Sciogliere altri 100 gr di cioccolato fondente, riprendere il torrone e fare un lieve strato sulla superficie, livellare bene e riporre in frigo due ore. Passate le due ore, capovolgere il torrone su di un vassoio ed eliminare il contenitore di alluminio. 

lunedì 30 ottobre 2017

HALLOWEN E LE DITA DA STREGA...





Contrariamente alla diffusa opinione che vuole le radici di Halloween in nord America, in realtà l'origine di questa festività è ben più antica ed è da ritrovarsi nell'Irlanda celtica, in un tempo in cui la vita era lentamente scandita dai ritmi dei cicli naturali di semina e raccolta.
La notte di Halloween sanciva tradizionalmente la fine del ciclo estivo e l'inizio della stagione fredda e invernale.
Inverno, ovvero l'avvizzirsi della natura e la fine del ciclo della raccolta delle colture. Non c'è quindi da stupirsi che, già molti secoli fa, fosse la morte il tema principale della festività di Halloween. Secondo i celti, infatti, il 31 ottobre era una notte piena di magia, durante la quale si assisteva ad una temporanea sospensione delle leggi che governano spazio e tempo: solo per una notte, l'aldilà poteva fondersi col mondo dei vivi, tanto che gli spiriti potevano vagare indisturbati sulla Terra.
Un momento molto particolare da cui i celti solevano difendersi rendendo buie e inospitali le proprie abitazioni e travestendosi con abiti spaventosi col fine di confondere e spaventare gli spiriti dei morti.
La tradizione di Halloween è stata poi tramandata nei secoli, superando confini, oceani ed epoche storiche per arrivare fino ai giorni nostri.
La diffusione statunitense di questa festività tutta da brivido, è da imputarsi al fenomeno dell’immigrazione che, dalla seconda metà del 1800, vide migliaia di irlandesi partire alla volta dell’America in cerca di fortuna.
Il trascorrere del tempo e la mutazione dei costumi, , hanno però modificato i connotati di questa festività, surclassando il significato originario di Halloween, a favore di un uso commerciale dell’estetica del terrore tipica di questa celebrazione.


La globalizzazione ha poi dato il suo tocco finale, trasformando Hallowen in un fenomeno modaiolo simile al carnevale che dilaga ormai anche nei costumi italiani.


Infatti in questo periodo è tutto un pullulare di zucche, teschi, maschere orribilanti e costumi a tema, arricchiti da idee golose per corredare feste di grandi e piccoli, insomma comunque la pensiate ogni occasione è buona per far festa.












Per 10 dita occorrono:

100 gr farina,

50 gr burro,

50 gr zucchero,

1 tuorlo,

aroma vanillina,

un pizzico di lievito paneangeli,

10 mandorle pelate.

In una ciotola unite alla farina il burro, lo zucchero,il tuorlo, la vanillina ed il lievito e formate un impasto

morbido e liscio, modellate poi dei bastoncini grossi quanto un dito, schiacciate sulla punta una mandorla e fate delle piccole incisioni per simulare le pieghe delle falangi, basta che vi guardiate le mani, sistemateli su una teglia foderata con carta forno e cuocete a 200° per 10/15 minuti.

PLUM CAKE CON FARINA DI RISO

250 gr di farina di riso, 4 uova, 150 gr di zucchero, 160 gr olio di girasole, 1 arancia il succo, 1 limone il succo, 100 gr di ara...